Pubblicato: Ven, Gennaio 04, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

5 gennaio 2019 | consigli

5 gennaio 2019 | consigli

Per quanto attiene la prova dei capi non c'è obbligo; è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Come di consueto, infatti, la data indicata per i saldi invernali 2019 è prevista per il 5 gennaio, a ridosso dell'Epifania, giorno che quest'anno cade di sabato e pertanto concede ai potenziali clienti di dedicare un intero weekend alle spese.

5 GENNAIO La data ufficiale dell'inizio dei saldi invernali resta il 5 gennaio. La spesa media a famiglia si aggirerà tra i 325 e i 280 euro, tra i 140 e i 122 euro la spesa pro capite in abbigliamento, calzature e accessori. Diffidante dai negozi che hanno gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi invernali e che poi si riempiono dei più svariati articoli nelle giornate di sconti. L'esercente può anche proporre un buono invece del denaro, ma è sempre il cliente a decidere se accettare, l'importane è riportare il capo entro due mesi dall'acquisto.

PREZZO - Il negoziante è obbligato a indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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In tutta Italia i saldi interessano oltre 15 milioni di famiglie e muovono in totale 5,1 miliardi di euro. I consumatori potranno così tornare a trovare 'vere' occasioni nei nostri negozi; noi commercianti potremo affrontare più sereni le prossime scadenze; le vie e i centri dei nostri Comuni avranno l'opportunità, offerta dalla moda, per rianimarsi. Anche per questo cresce, nel mondo della piccola impresa del settore moda, la richiesta di modificare, anche in modo radicale tutto il tema delle vendite straordinarie.

"Il 2018 si è chiuso - avverte - senza botti e con molte preoccupazioni per i commercianti che si vedono schiacciati da consumi che non decollano, concorrenza sleale del 'wild' web, costi incomprimibili e tasse sempre più asfissianti. Bene dunque l'aver sterilizzato per questo 2019 l'incremento di 2,2 punti percentuali dell'Iva che sarebbe schizzata dal 1° gennaio al 24,2%, ma occorre molto di più per rilanciare la nostra economia a partire dall'eliminazione delle clausole di salvaguardia che invece sono incrementate per valore, la riduzione del costo del lavoro e la previsione di una web tax per i colossi del web, vista la difficoltà di avere un'univoca norma comunitaria".

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