Pubblicato: Mer, Gennaio 02, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Cosa sappiamo sui porti chiusi per Sea Watch e Sea Eye

Cosa sappiamo sui porti chiusi per Sea Watch e Sea Eye

E' l'appello lanciato via twitter da SeaEye, ong tedesca, che ieri aveva segnalato di aver soccorso un'imbarcazione partita dalla Libia.

Un portavoce del gruppo, Ruben Neugebauer, ha reso noto che la Sea-Watch 3 batte bandiera olandese e attualmente si trova poco a sud di Malta: la situazione a bordo è stabile ma le condizioni del tempo che secondo le previsioni cambieranno impongono l'attracco a breve in un porto, ha sottolineato.

Le due organizzazioni avevano anche invano chiesto aiuto alla Germania.

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In un comunicato la ong spiega che i propri volontari si sono "opposti alla consegna delle persone soccorse alla Guardia costiera libica" perché avrebbe rappresentato una "violazione delle leggi internazionali".

Per il 2019, l'Unhcr ribadisce la necessità critica di porre fine ad un approccio "nave per nave" ed per gli Stati di applicare un'intesa regionale che fornisca ai capitani delle navi chiarezza e prevedibilità su dove sbarcare rifugiati e migranti salvati nel Mediterraneo.

I 17 migranti a bordo della Sea Eye sono stati soccorsi il 29 dicembre, mentre stavano per annegare, a nord delle coste libiche. "Speriamo di ricevere supporto dal ministero degli Esteri tedesco nella ricerca di un porto sicuro", ha aggiunto l'ong. Ma il capo della missione, Jan Ribbeck, ha anche usato parole dure: "Siamo delusi dal comportamento del centro di coordinamento del soccorso marittimo di Brema: non hanno dichiarato né verbalmente né per iscritto di condividere la nostra visione, ma si sono limitati a dirci di seguire gli ordini dei libici". Il 28 dicembre scorso la nave di un'altra Ong, la Open Arms, era approdata in Spagna, nel porto di Algesiras, con a bordo 310 migranti recuperati una settimana prima.

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