Pubblicato: Dom, Dicembre 02, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Nuove diagnosi di Hiv, nel 2017 registrati 5,7 casi ogni 100mila residenti

Nuove diagnosi di Hiv, nel 2017 registrati 5,7 casi ogni 100mila residenti

Ormai non ci si ammala più di Aids. A raccontarlo sono gli ultimi dati diffusi dall'Oms e dall'Istituto superiore di sanità in occasione della giornata mondiale contro l'Aids, prevista come ogni anno per il primo dicembre. Cresce la quota (39%) di diagnosi avvenute in stadio avanzato di infezione da HIV e si riduce la frequenza di persone che hanno effettuato in tesi HIV negli ultimi due anni. Spesso si pensa che se non si hanno sintomi riconducibili a una malattia sessualmente trasmissibile, si possono tranquillamente avere rapporti non protetti poiché si è sicuri di non essere infettati. E per questo motivo, è tempo di ricordare a tutti, senza distinzioni, l'importanza della prevenzione, e del monitoraggio del proprio stato di salute. Con il progetto EuducAIDS cerchiamo invece di spiegare ai ragazzi e alle ragazze l'importanza dell'uso del profilattico per evitare di contagiarsi attraverso i rapporti sessuali. "La questione preoccupante è che una persona con Hiv su quattro non sa di aver contratto il virus, e inconsapevolmente, rischia di contagiare altri partner". "Poiché queste infezioni possono essere presenti in te o in un tuo partner senza che ne siate a conoscenza, è importante avere sempre rapporti sessuali protetti e non fidarsi dell'apparente buono stato di salute proprio o dell'altro", si raccomanda. "Sono numeri equivalenti a quelli di un vaccino".

"Le nuove diagnosi di HIV negli stranieri (86 casi nel 2017) si concentrano in giovani che provengono da paesi ad alta diffusione del virus - spiegano ancora dall'Assessorato -".

Il professore Antonio Cascio, direttore dell'unità operativa di Malattie infettive del Policlinico "Giaccone" di Palermo e organizzatore assieme ai dottori Giovanni Mazzola e Pietro Colletti, rispettivamente responsabili dell'unità Co-infezioni e responsabile dell'unità Aids della stessa unità operativa universitaria: "In Sicilia si stimano circa 3.500 pazienti Hiv positivi distribuiti nelle diverse province, anche se non esiste a livello regionale un registro dei soggetti in trattamento con farmaci antiretrovirali e non è disponibile un network regionale". Si può parlare immunodeficienza quando le difese immunitarie non sono sufficienti e per questo l'organismo è particolarmente esposto al pericolo di infezioni. La procedura è indolore e il risultato si ottiene in venti minuti. Per eseguire il test, nella strutture pubbliche, non serve ricetta medica. Anche se entro il 2030 il numero di nuovi contagi da Hiv tra i bambini sotto i dieci anni sarà dimezzato, quello tra gli adolescenti calerà solo del 29 percento. Dunque l'Hiv è il retrovirus che dà origine a infezioni croniche che il sistema immunitario non è in grado di respingere. Tra le donne infatti contiamo 57 casi nel 2017. La maggior parte delle nuove diagnosi è tra maschi che fanno sesso con altri maschi. Viceversa, la proporzione di casi tra i consumatori di sostanze per via iniettiva è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 2,8% nel 2016.

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A ridursi, rispetto all'anno precedente, sarebbe anche l'incidenza tra i giovani (25 -34 anni) pur restando questa fascia di età quella con il valore più elevato, pari a 15,6 casi ogni 100.000 abitanti.

"Per esempio usare Hiv e Aids come sinonimi o costruire casi mediatici su "untori" che balzano agli onori della cronaca giudiziaria". Il comportamento che suscita più dubbi è il rapporto oro-genitale, anche quando non si è corso alcun rischio.

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