Pubblicato: Sab, Dicembre 01, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Reddito di cittadinanza, il mistero delle tessere

Reddito di cittadinanza, il mistero delle tessere

"I sondaggi - ha detto poi Salvini - dicono che non siamo mai stati così alti sia al Nord che al Sud, ma io mantengo i piedi per terra".

Luigi Di Maio tenta di liquidare la faccenda sulle sei milioni di tessere per il reddito di cittadinanza, già in stampa secondo quanto detto nei giorni scorsi dal vicepremier. Siamo di fronte ad un danno erariale o all'ennesima bufala?

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, preannuncia un'interrogazione: "se ancora non c'è una norma che autorizza la spesa come è stato possibile stampare le tessere?".

Il governo ha stanziato un miliardo nel 2019 per la riqualificazione e il potenziamento dei centri per l'impiego - anche se una controversia di queste ore riguarda la proposta del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, che vorrebbe puntare sulle imprese e non più sugli ex uffici di collocamento - e saranno questi a proporre i possibili impieghi "in base alle capacità e in un raggio individuato su macro-aree del paese, legato al percorso di formazione", ha specificato Di Maio.

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Poche ore prima dell'intervento di Castelli, il governo si era dimostrato altrettanto in imbarazzo nello spiegare in via ufficiale le affermazioni di Di Maio. "La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo circa" ha risposto Castelli, che incalzata dalla conduttrice non ha fornito però altri dettagli sulla stamperia, tanto che Luca Telese in studio ha ipotizzato la possibilità di una "tipografia segreta". Chi ha dato ordine di stampa? "Prima di andare a denunciare Di Maio e la Castelli, attendiamo la risposta di Conte", hanno rimarcato le due senatrici.

Resterebbe inoltre il vulnus del bando di gara di norma previsto in questi casi per assegnare gli appalti, nella fattispecie la pubblicazione delle tessere, del quale ancora non si è avuta notizia. Sempre ieri, Castelli, in commissione Bilancio per l'esame della manovra, è stata sollecitata anche dai deputati del Pd, Maria Elena Boschi e Luigi Marattin senza fornire chiarimenti. Tradotto, nessuna tessere è in stampa, semplicemente lo staff del Ministero lavora con le Poste al progetto, ma tutto è ancora virtuale. Il più importante tra loro è Poste Italiane, che non solo possiede uno dei principali circuiti di pagamenti elettronici, ma che si è già occupato in passato della stampa e della distribuzione della cosa più simile alla "tessera per il reddito di cittadinanza" attualmente in circolazione, ossia la Carta REI, la tessera tramite la quale si riceve il reddito di inclusione.

La questione della stampa delle tessere potrebbe finire anche al vaglio dell'Autorità Anticorruzione, e potrebbe essere oggetto di un ricorso al Tar del Lazio.

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