Pubblicato: Sab, Dicembre 01, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Applicazione della legge Severino, archiviato il ricorso di Berlusconi

Applicazione della legge Severino, archiviato il ricorso di Berlusconi

Silvio Berlusconi ha chiesto alla Corte di Strasburgo per i diritti umani di non pronunciarsi su come è stata applicata la legge Severino nei suoi confronti e la Corte l'ha accontentato. Accogliendo la tesi del Cavaliere la corte europea da parte sua ha sottolineato di non ravvisare "circostanze speciali relative al rispetto dei diritti umani che richiedano di continuare l'esame del ricorso".

Cala il sipario su una lunga vicenda giudiziaria che ha visto per protagonista Silvio Berlusconi. Non si saprà mai se facendo decadere Silvio Berlusconi dal suo seggio in Senato, nel 2013, e impedendogli di presentarsi alle elezioni, comprese quelle dello scorso 4 marzo, l'Italia, seguendo la legge Severino, abbia violato o no i suoi diritti. Nell'aprile di quest'anno, l'intervenuta riabilitazione ha anticipatamente cancellato gli effetti della predetta legge. Ovviamente, cosi' come riconosciuto quest'oggi dalla stessa Corte, non vi era piu' necessita' di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Quindi senza dire se i diritti del leader di Forza Italia sono stati violati o no. Prende atto che l'ex premier il 27 luglio scorso aveva già rinunciato a ricorrere contro lo Stato italiano per averlo cacciato nel 2013 dal Parlamento in ossequio alla legge Severino.

More news: Napoli, Ancelotti: "Scudetto sogno, non utopia. Champions? Può succedere di tutto"

La Corte dunque ha oggi accettato di cancellare dal ruolo il ricorso presentato da Berlusconi, assistito davanti alla Corte dai legali Andrea Saccucci, Bruno Nascimbene, Edward Fitzgerald, Steven Powles. Tramite i suoi legali l'ex presidente del Consiglio si era attivato contro il decreto del 2012 che ne aveva determinato l'incandidabilità alle elezioni e che aveva portato successivamente alla sua decadenza da senatore. Invocando infine l'articolo 3 del protocollo 1, unitamente all'articolo 14 (divieto di discriminazione), Berlusconi lamentava che gli era stato vietato di candidarsi per sei anni, come sarebbe successo a una persona cui fosse stata inflitta una pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici più severa della sua.

Come questo: