Pubblicato: Ven, Novembre 30, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Alex è tornato in Italia, lo aspettano al Bambino Gesù

Alex è tornato in Italia, lo aspettano al Bambino Gesù

Fino ad oggi, non ha avuto successo la ricerca di un donatore totalmente compatibile con il bimbo.

I medici ora tenteranno di sottoporre il piccolo Alex ad una terapia innovativa che prevede il trapianto di midollo da genitore attraverso la manipolazione delle cellule staminali.

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L'intervento si dovrebbe svolgere a metà dicembre. A partire da oggi e nei prossimi giorni, spiega l'ospedale, il bambino verrà sottoposto a una serie di esami ematochimici (principalmente indagini microbiologiche) e strumentali, necessari prima di procedere con il trapianto.

Sono già iniziati gli esami medici sui genitori del piccolo Alex, giunto all'Ospedale Bambino Gesù di Roma, proveniente da Londra dove era ricoverato. Il bambino verrà quindi operato all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Nelle scorse settimane in tutta Italia è partita una gara di solidarietà, e centinaia di persone si sono sottoposte a un prelievo del sangue per verificare se compatibili per la donazione del midollo osseo. In realtà la ricerca di un donatore compatibile per Alex è già inserita nella più ampia rete nei registri internazionali, che contano circa 30 milioni di iscritti. E' fallita infatti nelle scorse settimane anche la disponibilità di un donatore italiano il cui grado di compatibilità è stato giudicato insufficiente dall'ospedale britannico. Ma la situazione di Alex non permette tempi lunghi: il bambino è sottoposto a una terapia con un farmaco sperimentale e, anche se la sua vita non è minacciata in tempi brevissimi, l'efficacia del farmaco tende a diminuire nel tempo. "Tale tempistica purtroppo è incompatibile con la malattia del nostro bimbo, che come sapete richiede un trapianto il prima possibile" avevano scritto il 25 novembre 2018 Cristiana e Paolo. Per questo i genitori hanno deciso di accettare la disponibilità, già dichiarata nei mesi scorsi dall'ospedale della Santa Sede, a trattare il bambino. Si tratta di una tecnica innovativa, di cui il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia, è uno dei maggiori specialisti al mondo. La percentuale di guarigione definitiva nei bambini con immunodeficienza primitiva è dell'85 per cento.

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