Pubblicato: Gio, Novembre 29, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Il governo guarda oltre i decimali e gioca la carta degli emendamenti

Il governo guarda oltre i decimali e gioca la carta degli emendamenti

Nessuno scontro con Bruxelles ma idee chiare da parte della maggioranza giallo-verde: "Non è una questione di decimali - ribadiscono da Palazzo Chigi - ma si tratta della volontà di rilanciare la crescita e lo sviluppo del Paese". In serata a Palazzo Chigi si terrà un vertice di governo per discutere di una riduzione del target di deficit, pari al momento al 2,4% del Pil nel 2019, come noto una fonte governativa. "L'apertura di Juncker? Ne parleremo domani", conferma Salvini dopo la partita Lazio-Milan.

Decisiva sarà quindi la riunione di questa sera nella quale il ministro dell'Economia Giovanni Tria arriverà con una serie di simulazioni e di tabelle che Conte e i due vice useranno per valutare sino a che punto spingersi per cercare, se non di bloccare, almeno di rendere meno pesante la procedura per debito evitando soprattutto che venga aperta a tambur battente.

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Il premier Giuseppe Conte, a margine del Partners'Day di Snam a Milano, ritiene che un "dialogo sereno e costruttivo" con l'Europa aiuterà a rassicurare i mercati finanziari. Ridurre la previsione di indebitamento resta l'obiettivo del presidente del Consiglio che ieri sera è tornato a sottolineare come le misure contenute nella manovra di Bilancio devono ancora passare, prima del vaglio del Parlamento, le valutazioni degli uffici tecnici per verificarne l'impatto. Al termine dell'incontro "abbiamo concordato di restare in contatto permanente per diminuire le divergenze di vedute tra la Commissione e l'Italia".

Nell'incontro si è parlato anche del caso Pernigotti: "L'azienda ha accolto le richieste del Governo italiano di sospendere la procedura, seppure temporaneamente, fino al 31 dicembre 2018, per poter lavorare sulla reindustrializzazione del sito produttivo di Novi Ligure, attraverso la nomina di un soggetto terzo che verifichi, analizzi e valuti le opportunità produttive". In ballo ci sono 3-4 miliardi circa da spostare dalla spesa corrente a quella per gli investimenti. "Bisognerebbe avere serenità e un po' di saggezza per evitare altri incidenti". Salvini e Di Maio avevano invece continuato a difendere l'aumento del deficit, criticando la Commissione Europea con dichiarazioni liquidatorie e citazioni di Mussolini ("Me ne frego", aveva detto Salvini).

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