Pubblicato: Mar, Novembre 27, 2018
Sportivo | Di Concetto Furlan

Gianluca Vialli e il tumore "Sto bene ma non so come finirà"

Gianluca Vialli e il tumore

In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex attaccante ha rivelato che la novantanovesima storia è la sua. L'ex centravanti e allenatore ha parlato per la prima volta della sua battaglia contro il cancro, e lo ha fatto alla sua maniera: "Ne avrei fatto volentieri a meno". E allora l'ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa - ha evidenziato - Ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale - ha commentato ironicamente Vialli -. "Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all'incrocio determinante della vita", ha raccontato. "Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro". Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare quel che accade.Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: "è anche per merito tuo se non ho mollato". Il popolare commentatore sportivo ha iniziato la sua battaglia contro il cancro da quasi un anno e solo ora ha deciso di rivelare quello che sta passando. Sapevo sarebbe stato duro raccontare tutto alle persone più care, non vorresti mai far soffrire chi ti vuole bene, dai genitori a mia moglie, dai miei fratelli e mia sorella fino alle mie bambine.

Vialli, poi, si è concentrato sul campo e sugli anni passati alla Juve: "E' stato un onere e un onore".

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Sui social si è scatenata la solita immancabile bestialità di taluni vergognosi personaggi che hanno tirato in ballo la Juventus. Una storia che nessuno ancora conosceva. Una cosa, però, Vialli vuole trasmetterla a chi leggerà il libro: "La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo". L'importante non è vincere; è pensare in modo vincente. Tra i mantra scelti anche molti che l'ex calciatore e poi opinionista Sky appuntava sui post-it gialli durante la malattia, come: "Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri".

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