Pubblicato: Mar, Novembre 27, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Battaglia navale nel mar Nero, alta tensione fra Russia e Ucraina


Dopo lo speronamento, l'Ucraina ha deciso che le altre due navi avrebbero comunque proseguito il viaggio. Il tutto mentre a bordo della nave all'inseguimento si sentono incitazioni come "colpiscilo sulla destra, colpiscilo" e "dai, dai, bloccalo". In Ucraina la guerra non è iniziata domenica con le tre imbarcazioni, un rimorchiatore e due cannoniere mandate da Kiev a superare lo stretto di Kerch che separa la Crimea e la Russia, e sequestrate da Mosca nel pomeriggio - in risposta oggi il Parlamento ucraino ha approvato la legge marziale. Sul Mare d'Azov formalmente - in base ad un trattato stipulato nel 2003 - sia i russi che gli ucraini hanno diritto di navigazione e le acque vengono considerate acque internazionali. Decine di estremisti di destra stanno bruciando pneumatici davanti al consolato russo di Leopoli, in Ucraina occidentale, per protestare contro il sequestro di tre battelli militari ucraini a largo della Crimea da parte delle forze marittime russe.

Tra gli agenti dell'intelligence ucraina arrestati c'è, afferma il Servizio di sicurezza russo (Fsb), il tenente Andriy Drach, agente speciale dell'intelligence militare ucraina. Inoltre, la marina russa avrebbe anche speronato una delle imbarcazioni ucraine.

Nella notte tra il 25 e il 26 novembre circa 150 cittadini hanno manifestato fuori dall'ambasciata russa nella capitale Kiev, incendiando anche un auto di uno dei membri dello staff.

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L'Ucraina non aveva introdotto la legge marziale neanche nel 2014 e nel 2015, cioè nei mesi più sanguinosi della guerra nel Donbass tra le truppe di Kiev e i miliziani separatisti sostenuti dal Cremlino.

Nato, Stati Uniti e Unione europea avevano espresso preoccupazione già a settembre, quando convogli di mezzi militari russi erano stati spostati a sud di Rostov sul Don, nelle zone che si affacciano al Mar d'Azov, in una mobilitazione sospetta sebbene camuffata con spostamenti collegati alla grande esercitazione "Vostok 2018".

Mosca ha detto di aver riaperto lo stretto di Kerch, che collega il Mar Nero e il Mar d'Azov, ma da alcune foto emerge che sotto il ponte voluto da Vladimir Putin per unire la Crimea alla Russia è fermo un cargo enorme che nei fatti blocca il transito. Maja Kocijančič, portavoce dell'Alto rappresentante dell'UE per la Politica estera e la Sicurezza, è intervenuta chiedendo a entrambe le parti di mostrare moderazione e "allentare la situazione immediatamente".

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