Pubblicato: Sab, Novembre 24, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Batterio killer: Veneto, controlli su 6 casi

Batterio killer: Veneto, controlli su 6 casi

Il dottor Nemo, però, ha fatto una cosa che nessun altro paziente aveva fatto prima di lui: aveva raccolto elementi sulla sua infezione, annidata in un macchinario per la circolazione extracorporea del sangue.

Anche se le infezioni da questo micobatterio sono abbastanza rare (un paziente su 10.000), gli scienziati avevano già avvertito di non abbassare la guardia.

La prima identificazione di un caso di infezione da mycobacterium chimerae, associato all'utilizzo di macchine cuore-polmoni, risale al 2014 in Svizzera dove sono state diagnosticate infezioni in sei pazienti operati a Zurigo tra il 2008 e il 2012 e in quattro pazienti operati a Basilea tra il 2013 e il 2014.

"Siamo di fronte a un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda". Per ora sul caso c'è il massimo riserbo e i punti oscuri sono ancora molti.

Due decessi sono stati confermati a seguito di altre segnalazioni sospette e centinaia di cartelle mediche da rivedere. Il sito di produzione in Germania di tali dispositivi è stato indicato come probabile luogo di infezione, tuttavia non si può escludere altra possibile contaminazione nel luogo di utilizzo di questi dispositivi. I sintomi sono generalmente aspecifici e comprendono affaticamento, febbre e perdita di peso.

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Purtroppo non esiste un percorso di terapia standard, si utilizzano diversi antibiotici, talvolta assunti in contemporanea per lunghi periodi di tempo ( il micobatterio chimera, infatti, risulta essere resistente ai trattamenti antibiotici), la prognosi è strettamente legata alla capacità dell'organismo di reagire, il tasso di mortalità è di circa il 50%.

Dopo la segnalazione dei casi di contagio e decesso la LivaNova si è subito attivata, inviando al Ministero della Salute e alle Regioni un "avviso di sicurezza urgente", firmato dal vicepresidente Joan Ceasar, atto a limitare "il potenziale rischio di infezione in Cardiochirurgia".

Il Mycobacterium chimaera è diffuso in natura e presente soprattutto nell'acqua potabile. Il batterio è stato isolato all'interno di macchinari utilizzati per il raffreddamento e il riscaldamento del sangue in circolazione extra-corporea, dinamica che coinvolge esclusivamente i pazienti che vengono operati a cuore aperto. Inoltre, attraverso indagini retrospettive è stato possibile riconoscere anche casi verificatisi precedentemente, a partire dal 2011. Attualmente, l'entità dell'epidemia globale non è nota con esattezza.

L'Italia sembrava esclusa dall'emergenza di queste nuove infezioni.

Il Ministero della Salute, alcuni mesi fa, ha avviato un'attività di valutazione del rischio per l'Italia per emanare raccomandazioni specifiche.

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