Pubblicato: Gio, Novembre 22, 2018
Sportivo | Di Concetto Furlan

Michael Schumacher, intervista inedita del 2013 prima dell’incidente

Michael Schumacher, intervista inedita del 2013 prima dell’incidente

In occasione dell'avvicinarsi del 50° compleanno di Michael Schumacher, che sarà il prossimo 3 gennaio, la famiglia dell'ex pilota Ferrari ha voluto rendergli omaggio con un regalo speciale per tutti i suoi tifosi: è stata infatti pubblicata oggi un'intervista inedita, registrata il 30 ottobre 2013.

In tal senso non poteva mancare un ricordo sul primo titolo colto con la tuta rossa della Ferrari nel 2000 a Suzuka: "È stata la vittoria più emozionante, loro non vincevano il Mondiale piloti da 21 anni e io non ci riuscivo da quattro e finalmente riuscimmo a vincere un grande campionato".

In quell'anno la sfida fu con Mika Hakkinen e la sua McLaren, un avversario molto stimato dal campione tedesco: "Il rivale che ho rispettato di più in carriera è stato Hakkinen, sia per le grandi battaglie in pista che per una relazione molto solida anche una volta tolti i caschi".

Il "Kaiser" ha parlato anche del suo idolo d'infanzia: "Da bambino, quando sui kart c'erano Ayrton Senna o Vincenzo Sospiri, che ammiravo molto perché era un buon pilota, il mio vero idolo era Toni Schumacher perché era un grande calciatore", ha affermato.

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"La Formula 1 resta uno sport duro, tra i più difficili - dice ancora - anche se prima lo era molto di più". Il pilota svela poi alcuni dei suoi segreti: "La chiave del successo però è volersi migliorare sempre". Il talento è una cosa importante nel motorsport, ma devi saperlo coltivare e sviluppare. Ho sempre pensato: "Non sono troppo bravo, devo lavorare di più, e questa è una delle chiavi che mi ha fatto diventare quello che sono diventato", ha spiegato l'ex pilota della Ferrari. Un fattore più rilevante a detta dello sfortunato campione rispetto alla bravura individuale del pilota.

Nell'era attuale le macchine sono cruciali per il risultato finale, senza una macchina competitiva non si ottengono grandi imprese, ma secondo il tedesco è il lavoro di squadra ad essere molto importante.

La F1 è molto dura, anche se prima lo era molto di più senza i limitatori di potenza, la direzione assistita e i vari aiuti elettronici. "Il successo in ogni situazione della vita, almeno quello che so, ha a che fare con il lavoro di squadra".

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