Pubblicato: Lun, Novembre 12, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Roma al voto per l'Atac

Roma al voto per l'Atac

A partire dal fatto che "il concordato preventivo può fallire ed è solo una favoletta che Atac possa fare utili riuscendo a ripagare un miliardo di debiti".

Il primo quesito: "Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?"

Domenica 11 novembre seggi elettorali aperti a Roma.

Magi, partiamo dall'inizio. Perché avete promosso questa iniziativa?

Novità per il trasporto pubblico della Capitale. È evidente che è lo strumento di trasporto utilizzato a determinare la produttività dei due dipendenti. Basti pensare che Roma è la capitale europea con il più alto tasso di motorizzazione privata con conseguenze pesantissime: il traffico e il caos ma anche gli incidenti stradali e l'inquinamento. "Si sono capovolte le priorità", ha denunciato a più riprese. "Il Campidoglio lo ha tolto per i referendum lo stesso giorno in cui ha indetto questo".

L'11 novembre si vota per l'Atac ma la posta in gioco è ben altro.

Anche da +Europa si denuncia la situazione poco chiara ai seggi: "È un referendum da OSCE!"

I QUESITI sono due e riguardano la possibilità di affidare i trasporti, ora gestiti dall'azienda di trasporto pubblica Atac, attraverso gare di appalto. Moovit utilizzerà gli open data messi a disposizione da Atac, che raccolgono informazioni sulle sue linee in tempo reale, e li renderà disponibili ai clienti all'interno della propria app, permettendo agli utilizzatori di dialogare direttamente con i servizi di info-mobilità già esistenti gestiti da Atac per avere informazioni personalizzate su tempi di attesa, deviazioni ed eventi che possono accadere nel corso della giornata.

Difficile ritenere che in questo caso sia così. Perché contestate questa impostazione? Ha sempre ottenuto in affidamento diretto la gestione del trasporto pubblico in città, senza gara pubblica.

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Il referendum è una sfida tra pubblico e privato? Il debito delle aziende partecipate, la concorrenza, la decenza della Capitale, sono temi che toccano il presente e il futuro non solo dei romani.

Secondo noi il referendum è più una sfida tra chi vede nell'ideologia della concorrenza l'unica soluzione possibile e chi invece cerca di indagare quale sia il sistema più efficace e proprio per la nostra infrastruttura e per gli obbiettivi della nostra città. Alle ore 12 l'affluenza alle urne per il referendum sulla liberalizzazione del trasporto pubblico locale è del 4,82%. "Un'azienda fallita, che non offre al cittadino un servizio efficiente e perde centinaia di milioni di euro l'anno". La consultazione avviene nei seggi normalmente utilizzati.

Ci sono margini per essere fiduciosi da parte vostra o si tratta di un sfida persa in partenza? Chi vota no intende invece mantenere lo status quo.

Non mi sorprende ma va segnalato. È una sconfitta per la democrazia diretta, ma soprattutto per la capacità della giunta Raggi, che tanto parla di democrazia diretta, di organizzare operazioni ordinate e regolari.

E nel merito cosa ne pensa della posizione dei pentastellati?

CHE SUCCEDE DOPO - Trattandosi di referendum consultivo, il risultato del voto non sarà vincolante. Erano in pratica gli unici a dirlo.

Il Campidoglio però sostiene che il servizio migliorerà, che sono state investire risorse per il trasporto pubblico e che presto arriveranno nuovi autobus.

Due le domande del referendum.

Come questo: