Pubblicato: Ven, Novembre 09, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Pernigotti chiude a Novi Ligure. Sindacalista: 'Nessun preavviso, gianduiotti prodotti in Turchia'

Pernigotti chiude a Novi Ligure. Sindacalista: 'Nessun preavviso, gianduiotti prodotti in Turchia'

La lunga tradizione Pernigotti inizia nel 1860 con l'apertura a Novi Ligure di quella che presto diventerà una delle drogherie più rinomate del Piemonte. E la diffusione su scala globale di gianduiotti, torroni e cremini piemontesi. Parliamo della Pernigotti, la storica azienda dolciaria nata nel 1860. È il primo giugno e il capitale per l'impresa ammonta a seimila lire. Stemma che accompagnerà il logo dell'azienda fino al 2004. Sono anni di soddisfazioni e investimenti che porteranno la fabbrica, ad allargarsi e assumere nuovo personale.

Nel 1919 a Francesco succede il figlio Paolo, che prende le redini dell'azienda di famiglia. Per la Pernigotti sono anni di successi e riconoscimenti. Nel 1935, poi, Paolo Pernigotti compra la cremonese Enea Sperlari, specializzata nella produzione del torrone, e l'anno successivo si cimenta in una nuova scommessa, i preparati per gelateria. Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza che adesso chiudono. Nel 2000 cede anche la Streglio a una nipote.

"L'amministratore delegato era accompagnato dai legali e ci ha comunicato che non sono interessati allo stabilimento. - hanno spiegato ieri i sindacati, annunciando che perderanno il lavoro circa cento persone -". Il marchio non è stato dismesso.

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Invece i turchi, dopo cinque anni in cui hanno accumulato solo perdite, hanno detto basta, e la loro scelta sembra essere definitiva. "Almeno così sostenevano i due fratelli titolari".

"Come già ribadito anche in sede di confronto con le parti sociali, nel rispetto della storicità del brand Pernigotti e con l'obiettivo di mantenere la qualità distintiva dei propri prodotti - prosegue la nota- la societa' sta procedendo all'individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l'obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti". Non c'è stata alcuna trattativa, ma la semplice, fredda comunicazione della chiusura.

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