Pubblicato: Gio, Novembre 08, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Elezioni midterm 2018: Congresso spaccato in due, ma per Trump 'enorme successo'

Elezioni midterm 2018: Congresso spaccato in due, ma per Trump 'enorme successo'

Sono le tre definizioni utilizzate da Donald Trump parlando in conferenza stampa alla Casa Bianca dopo le elezioni di midterm, in cui il Partito Repubblicano ha mantenuto il controllo del Senato ma ha perso quello della Camera. "Ha conquistato questo grande onore!", ha twittato il presidente americano.

Il Presidente Trump ora è quella che in gergo si definisce "anatra zoppa": non ha più la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, e dovrà scendere a compromessi con i democratici se vorrà far passare le sue riforme.

"Oltre alle "classiche votazioni" per eleggere i rappresentanti di Camera e di un terzo del Senato, in alcuni Stati, gli elettori sono stati chiamati ad esprimersi su diversi oggetti".

Trump ha quindi ribadito l'ipotesi di un rimpasto del governo, annunciando che deciderà nel giro di una settimana sul destino del ministro della Giustizia Jeff Sessions, che i media mettono in cima alla lista dei ministri in uscita.

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Così funziona il liberismo e così sta trionfando: svuotando la democrazia, rendendo irrilevante la voce del popolo e sostituendola con sondaggi-truffa, gossip e approssimazione, tutti gestiti da ben pagati propagandisti che fanno finta di essere scienziati e intellettuali mentre sono solo dei servi fedeli. Viene ribadito ancora che, "una indicazione di come le divisioni culturali e politiche potrebbero solo diventare più profonde, i guadagni (dei seggi) dei democratici non si sono estesi al Senato".

I risultati che arrivano dal Senato confermano che all'onda blu delle vittorie dei democratici i repubblicani al Senato rispondono con un muro rosso, con l'immagine che aveva usato nei giorni scorsi il vice presidente Mike Pence.

Tantissime le new entry che fanno la storia, tutte tra i dem: a New York Alexandra Ocasio-Cortez con i suoi 29 anni diventa la più giovane a entrare in Congresso, Rashida Tlaib in Michigan e Ilhan Omar in Minnesota diventano le prime deputate musulmane, Sharice Davids in Kansas la prima nativa americana e Jared Polis in Colorado il primo governatore apertamente gay. In tutto la Camera ha così 207 democratici contro 190 repubblicani.

Ci sono in questa linea economica dei problemi che sono venuti a galla e che hanno risvegliato in un certo senso il Partito democratico. Anche per quanto concerne i Governatori oggi le donne hanno raggiunto numeri da record. Al Partito democratico restano alcune certezze: le riconferme illustri in Vermont dell'ex candidato dem alla Casa Bianca Bernie Sanders, quella in Massachusetts della possibile candidata nel 2020 Elizabeth Warren, quella in Virginia di Tim Kaine, ex candidato vicepresidente di Hillary Clinton. Menendez ha battuto il repubblicano Bob Hugin. "Prosciugheremo la palude degli interessi del denaro nelle nostre elezioni e ripuliremo la corruzione per fare in modo che Washington funzioni per tutti gli americani", ha concluso. Così Paul Ryan, lo Speaker uscente, riconosce la sconfitta dei repubblicani alla Camera, sottolineando come la storia americana ha mostrato più volte che "il partito al potere sempre è difficoltà nelle sue prime elezioni di midterm".

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