Pubblicato: Mer, Novembre 07, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

UE: "Italia recuperi l'ICI dalla Chiesa"

UE:

Inoltre, ha ricordato che i ricorrenti erano situati "in prossimità immediata di enti ecclesiastici o religiosi che esercitavano attività analoghe" e dunque l'esenzione Ici li poneva "in una situazione concorrenziale sfavorevole (.) e falsata".

Tutto nasce da una legge del 1992. Esenzione criticata anche da papa Francesco, secondo cui chi fa affari con l'accoglienza e l'assistenza sanitaria è tenuto a pagarci le tasse.

Nel 2009 una circolare del Dipartimento delle Finanze ricordava la definizione degli enti non commerciali: "Enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali".

Ma andiamo per ordine.

L'esenzione fu però allargata nel 2005 dal governo Berlusconi per includere tutti gli immobili di proprietà della chiesa, anche quelli a fini commerciali. Riunitasi in Grande Chambre, la Corte ha annullato la decisione della Commissione e la conseguente sentenza del Tribunale poiché "la Commissione non ha dimostrato l'impossibilità assoluta di recupero dell'ICI". Il Tribunale ha dichiarato i ricorsi ricevibili, ma li ha respinti in quanto infondati. La Scuola Montessori e la Commissione hanno proposto l'impugnazione delle sentenze. Stefano Russo, segretario della Cei, che qualsiasi attività commerciale (cioè svolta con modalità commerciali) debba essere assoggettata alle imposte senza esenzione alcuna. Per quanto riguarda l'Imu (successore dell'Ici), le esenzioni sono state ritenute legittime. Insomma, nulla di particolarmente nuovo sotto il sole. "Abbiamo fatto questa battaglia rappresentando l'imprenditoria laica e democratica che voleva contrastare i privilegi che distorcevano e distorcono la vita economica del Paese", hanno spiegato le titolari della scuola che ha circa 150 studenti e si trova alla Balduina. E il Partito Radicale, che ha sostenuto la scuola nella sua battaglia, non è da meno.

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Lo Stato italiano deve recuperare l'Ici non pagata dalla Chiesa: lo stabilisce la Corte di giustizia dell'Unione europea.

Secondo la sentenza, sarebbe stato opportuno passare al vaglio tutte le modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme. Un fatto davvero inusuale, almeno dalle nostre parti.

Non a caso dalla Conferenza episcopale italiana arriva un commento tutt'altro che allarmato.

Secondo la Commissione europea sarebbe stato "oggettivamente" impossibile calcolare in maniera retroattiva il tipo di attività svolta negli immobili non commerciali per poter stimare l'importo da recuperare, perché i dati catastali e delle banche fiscali non consentivano di accedere a dati così precisi. Il legislatore e' poi intervenuto per definire la tassazione ed i criteri di esenzione in base a criteri di proporzionalità (DM 200/2012) per gli enti non commerciali (anche religiosi) che svolgono queste attività (art. 7 comma i, decr.legisl. n. 504/1992).

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