Pubblicato: Mer, Novembre 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Prescrizione, il M5s sfodera un escamotage per blindare la Lega

Prescrizione, il M5s sfodera un escamotage per blindare la Lega

(Teleborsa) - Il Movimento 5 stelle "è sempre stato dalla parte dei risparmiatori", ribadisce il vicepremier Luigi Di Maio annunciando un incontro giovedì 8 novembre 2018 con "le altre associazioni e comitati, per raccontare per filo e per segno in che maniera potranno riavere i soldi che hanno perso per colpa del cinismo del vecchio governo". Intervistato dal Corriere della Sera il vicepremier pentastellato replica al sottosegretario leghista Giorgetti, che ha parlato di complicazioni da risolvere: "Siamo stati sempre chiari". Dunque non solo che il 2,4% di deficit è il "tetto massimo", ma che fin d'ora si garantisce di restare sotto di un decimale o due. "Se qualche membro del governo non crede in quello che stiamo facendo, allora è un rischio per i cittadini prima di tutto".

La Lega chiede lo stralcio della norma, ipotesi respinta categoricamente dai 5 Stelle, che anzi rilanciano, con un nuovo emendamento, identico per contenuti, ma che modifica il titolo stesso del provvedimento, allargandolo anche alle nuove norme sulla prescrizione, così da evitare qualsiasi incidente tecnico. Da quel momento, però, nessuno si è occupato attivamente della tematica se non diffondendo dichiarazioni. E' quanto si legge in una nota del gruppo di Forza Italia al Senato. Astensione, infine, anche per i senatori di Fratelli d'Italia, anche loro, come i forzisti, inizialmente disponibili a votare il provvedimento, ma mai la fiducia al governo.

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Sulla Manovra Di Maio ha detto: "E' chiaro che con la Commissione Ue è importante il dialogo, ma non arretriamo di un millimetro sia per quello che c'è nel testo, sia per quello che verrà aggiunto". Non si può stare con Virginia Raggi e fare le pulci agli altri. "Noi non siamo contro l'alta velocità - ha spiegato - ma non ritengo la Torino-Lione un'opera strategica per il Paese, mentre invece penso alla Napoli-Bari o alla Tav in Sicilia". Poi si lascia scappare un "sono buono e caro ma adesso mi sto stancando": parole che fanno scattare il livello di guardia all'interno del Movimento e che segnano quanto sia surriscaldato il clima nella maggioranza di governo. Il parlamentare forlivese Marco Di Maio è al centro di un episodio alquanto singolare, del quale se ne è occupato nei giorni scorsi anche la stampa nazionale. "Rispetto al passato i soldi non vanno più sul fondo per il microcredito, che ormai finanziamo come governo, ma sono destinati a finanziare progetti scelti dagli iscritti per fare interventi ancor più diretti per le persone in difficoltà", ha concluso Di Maio. "Il nostro processo penale attraverso la prescrizione ha conosciuto la denegata giustizia, perché la fisiologia del corretto accertamento dei fatti da parte dello Stato contempla la decisione di merito" e "di questo istituto si è fatto un grande abuso" aveva specificato il primo ministro. A perdere terreno in maniera più consistente sembrano essere gli alleati del Movimento 5 stelle, passati dal 29 al 28,2%.

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