Pubblicato: Mer, Novembre 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

ELEZIONI MIDTERM USA/ La "piccola vittoria" democratica rilancia Trump

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Ma questo potrebbe trasformarsi anche in un autogol per i democratici, trasformando - per il suo elettorato - Trump in una vittima.

Come da previsioni infatti, nonostante il calo di consensi del presidente, i repubblicani mantengono il controllo sul Senato e anche se i democratici dopo otto anni riconquistano la Camera, l'onda blu è scampata. È importante che Trump abbia mantenuto il Senato? Gli ottimi risultati economici e anche il boom di Wall Street non sembrano aver inciso in modo significativo sul voto degli americani.

Non c'è dubbio che ci sia molta attesa per il primo vero test elettorale per Trump, dopo la sua vittoria alle presidenziali di due anni fa, e a dimostrarlo ci sono i numeri record del voto anticipato: oltre 34 milioni di persone hanno già espresso la propria preferenza, ovvero oltre il 50% in più di quelli che lo fecero alle elezioni di metà mandato di quattro anni fa. Questa radicalizzazione su fronti opposti è destinata a sopravvivere all'attuale amministrazione repubblicana, poiché queste profonde divisione politiche hanno il loro retroterra in ambienti economici e sociali completamente diversi e soprattutto in una visione culturale e del futuro degli Stati Uniti completamente opposta. Il presidente quindi non potrà più contare sul supporto del Congresso nel suo complesso, una situazione che avrà importanti ripercussioni sulla sua politica interna.

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Ora quali saranno gli effetti della perdita della maggioranza alla Camera? Non molte. In estrema sintesi, Donald Trump perde la capacità di lanciare iniziative di politica interna se non hanno il sostegno democratico. E' prevedibile un grande scontro tra i due partiti quando bisognerà alzare il limite di indebitamento dello Stato americano, che nel frattempo è fortemente salito. La politica estera e anche quella commerciale continueranno ad essere determinate dalla Casa Bianca. Inoltre la banca centrale americana sarà meno intimorita nell'alzare i tassi di interesse e quindi a normalizzare la politica monetaria americana. Non a caso è intervento negli ultimi comizi lo stesso Barack Obama per contrastare il presidente e difendere le ragioni dei democratici. Come ha scritto il settimanale inglese "The Economist", è molto improbabile che i democratici lancino una procedura di impeachment se non vi sono colpi di scena nell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate che finora non ha portato a nulla.

Donald Trump può essere discusso e discutibile, ci mancherebbe altro, ma non prenderlo in considerazione e limitarsi a contrastarlo solo sul piano delle virtù personali e della sue improvvise simpatie e antipatie internazionali, minacciando ogni mattina un impeachment, sarebbe un errore e forse un pericoloso boomerang. Anzi rafforzando il controllo del Senato non è uscito sconfitto da queste elezioni. Soldi investiti, in gran parte, da pochi individui, fatto che dovrebbe far riflettere sull'influenza eccessiva che pochi miliardari hanno sull'esito delle elezioni. E lo trasforma - seppur parzialmente - in "un'anatra zoppa".

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