Pubblicato: Ven, Novembre 02, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brasile, l'estrema destra torna al potere

Brasile, l'estrema destra torna al potere

Smaltita la sbornia dei festeggiamenti per Jair Bolsonaro è già tempo di rimettersi al lavoro. Fonti del Pt hanno precisato inoltre che non telefonerà al suo rivale per congratularsi con lui per la vittoria.

In un'intervista all'emittente brasiliana Record Tv, Bolsonaro ha detto che inviterà il giudice Sergio Moro a coprire un posto vacante presso la Corte suprema federale o come ministro della Giustizia.

Un capitolo sul quale Bolsonaro usa il pugno duro ribadendo poi la protezione legale alle forze di sicurezza che uccidono criminali armati e sorpresi in flagranza di reato.

Il candidato populista d'estrema destra Jair Bolsonaro stravince il ballottaggio delle presidenziali in Brasile con oltre il 55%. Questa non è la promessa di un partito, né la parola di un uomo: "è un giuramento davanti a Dio", ha aggiunto Bolsonaro, mentre a sua volta Haddad, l'erede politico di Lula, ha assicurato che difenderà "la libertà degli oppositori".

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Un certo establishment avrebbe preferito un candidato governativo, si sarebbe detto un tempo in Italia, Geraldo Alckmin, battuto sonoramente al primo turno, e ora confida nel poter di poter dialogare agevolmente con Bolsonaro, che ha unito un partito forte, un movimento numericamente importante.

Il discorso post-vittoria di Bolsonaro è stato un segnale positivo per i mercati, in quanto il neo-eletto Presidente ha fatto riferimento ad un'agenda che prevede di unire il Paese, combattere la corruzione e concentrarsi sulla tanto agognata riforma fiscale. Ma perché 58 milioni di brasiliani hanno votato per un razzista, omofobico, misogino con una storia di sostegno all'odiata dittatura militare che ha governato il Brasile con torture sistematiche e uccisioni extra-giudiziarie fino agli anni '80? Ma questa situazione potrebbe cambiare a breve: Bolsonaro ha promesso fin dall'inizio l'estradizione di Battisti e Salvini intende fargli mantenere la promessa nel minor tempo possibile.

In festa, ovviamente, il vicepremier italiano Matteo Salvini. E allora il Capitano dovrà scendere a patti con la vecchia politica, se non vorrà essere l'ennesima avventura tropicale nel Paese più grande dell'emisfero Sud.

"Le istituzioni pubbliche del Brasile devono intraprendere azioni ferme e risolute per proteggere i diritti umani di tutti quelli che difendono i diritti umani nel paese e si mobilitano per questo". Pochi rispetto ai quasi 20 punti di scarto che li dividevano nella prima tornata elettorale del 7 ottobre, ma forse troppi da recuperare nella sola giornata del voto.

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