Pubblicato: Gio, Novembre 01, 2018
Sportivo | Di Concetto Furlan

Ndrangheta, Iaquinta condannato a 2 anni, 19 al padre: "Vergogna, ridicoli"

Ndrangheta, Iaquinta condannato a 2 anni, 19 al padre:

L'ex calciatore della Juventus e attaccante della allora Nazionale di calcio vincitrice della coppa del mondo Vincenzo Iaquinta è stato condannato in primo grado a due anni di reclusione.

Come riporta l'agenzia "Dire", a Iaquinta "senior" è andata notevolmente peggio. La stessa accusa aveva inoltre richiesto ben 6 anni di fermo: nella sentenza di primo grado è però caduta l'aggravante mafiosa. "Non è possibile. Mi hanno rovinato la vita sul niente, perché sono calabrese, perché sono di Cutro".

Per gli imputati, nel maxi processo, erano stati chiesti dal PM, Marco Mascolini, 1700 anni di carcere. Gli altri due, Salvatore Muto e Antonio Valerio, attendono la sentenza di oggi. "Sto soffrendo come un cane per la mia famiglia e i miei bambini senza aver fatto niente" dice Vincenzo Iaquinta fuori dal tribunale. Mi hanno condannato perché sono calabrese, ma io ho vinto un Mondiale.

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Cutro è il paese della provincia di Crotone da cui è partita la "colonizzazione" di Quarto Casella, il paese della provincia di Reggio Emilia al centro dell'inchiesta per la presenza di una fortissima locale di 'ndrangheta. Noi non abbiamo fatto niente perche' con la 'ndrangheta non c'entriamo niente.

Una sentenza storica poiché riguarda il più grande processo alla 'Ndrangheta mai celebrato in Italia. L'accusa aveva chiesto sei anni. Alle 11 sarà in aula con la collega Beatrice Ronchi, agli avvocati e alle parti civili, agli imputati e al pubblico, per ascoltare l'ultima parola di questo lunghissimo processo. L'ha scritta assieme a Cristina Beretti, giudice sotto scorta e presidente del Tribunale di Reggio Emilia, e all'altro giudice reggiano Andrea Rat.

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