Pubblicato: Gio, Novembre 01, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Cesare Battisti, l’ex terrorista, è sparito da giorni. Si sospetta una fuga

Cesare Battisti, l’ex terrorista, è sparito da giorni. Si sospetta una fuga

"Cesare Battisti è un infame e un vigliacco - dice la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - quindi tenterà di scappare, sempre sostenuto dalla rete di solidarietà di quella "intellighenzia" ancora ferma all'ideologia marxista-leninista". Domenica scorsa l'ultra conservatore Jair Bolsonaro ha vinto le elezioni presidenziali promettendo all'Italia l'estradizione del latitante protetto in Brasile grazie alla clemenza concessa dall'ex presidente Lula da Silva. Adesso dov'è? Una caccia all'uomo senza fine.

Cesare Battisti fu tra i protagonisti della lotta armata durante gli anni '70.

Cesare Battisti è uno dei terroristi ritenuto responsabile della strage di Piazza Fontana. Accusato della morte di Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria ucciso ad Udine il 6 giugno del 1978 e dell'agente della DIGOS Andrea Campagna, freddato a Milano il 19 aprile del 1979, è stato condannato all'ergastolo per entrambi i casi ed è stato inoltre accusato di concorso morale nell'omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuto a Milano il 16 febbraio 1979 e per concorso nell'uccisione del militante del MSI Lino Sabbadin, lo stesso giorno a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Lì trovò anche una rete di supporto, e una donna, la scrittrice Fred Vargas, che lo mantenne negli anni, mentre Battisti si sistemava e cominciava la carriera di scrittore di noir, coccolato dai "comunisti caviale e champagne" che in quei tempi arricchivano i salotti d'oltralpe. A Cananeia, la cittadina del Brasile dove vive da aprile, non lo vedono la lunedì scorso. In attesa di ciò che potrà succedere a maggio a Bruxelles, dopo l'elezione di Donald Trump in America, in Brasile è stato incoronato Jair Bolsonaro. In base a questa misura giudiziaria, il governo brasiliano non può concedere l'estradizione di Battisti finché il Stf non avrà deciso se un capo dello Stato ha la facoltà di modificare una decisione presa da un suo predecessore. Tutto svanisce e, dopo un breve periodo di vita con braccialetto elettronico, ecco che torna in libertà. L'unico divieto permanente è quello di non lasciare il Brasile.

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Ma su un punto Battisti ha ragione: la determinazione di Bolsonaro potrebbe non bastare. Aveva poi trovato riparo a Puerto Escondido, dove è vissuto con la compagna Laurence dalla quale ha avuto due figlie. Era molto arrabbiato - racconta il gestore - e preoccupato per il suo futuro. Ma il presidente uscente, Michel Temer, pur dichiarandosi favorevole all'estradizione, ha rinviato la palla al Supremo Tribunale Federale (Stf), che deve adesso decidere se il presidente abbia effettivamente il potere di rovesciare la decisione di Lula.

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