Pubblicato: Mar, Ottobre 30, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Germania, elezioni in Assia: calano Cdu e Spd, volano Verdi e Afd

Germania, elezioni in Assia: calano Cdu e Spd, volano Verdi e Afd

Fra i nomi in ballo, c'è poi quello del ministro-presidente del Nord-Reno Vestfalia, Armin Laschet, che guida il Land più popoloso della Germania e ha dietro la più grande federazione regionale della Cdu.

Euro in caduta stamane alla notizia che il cancelliere tedesco Angela Merkel parlando con i suoi colleghi della CDU avrebbe ammesso l'intenzione di non candidarsi per un ulteriore mandato alla presidenza della Cdu a dicembre.

Nella Cdu, i potenziali successori di Angela Merkel già annunciano battaglia. Lo scrive la Dpa, citando fonti vicine al partito. Si avvia a finire dunque dopo l'era della cancelliera, al governo della Germania dal 2005. Ma la decisione di fare un passo indietro come presidente del partito, carica che occupa da 18 anni, apre una battaglia per la successione che si annuncia accanita e che alla fine potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità della Grosse Koaltion.

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I risultati provvisori dell'ufficio statistico mostrano che la CDU ha ottenuto il 27% dei voti, in calo dell'11,3% rispetto alle ultime elezioni del 2013 e che segna il peggior risultato per il partito in Assia dal 1962. È stata, nei fatti, più una cancelliera socialdemocratica che cristianodemocratica contribuendo, non si sa quanto intenzionalmente, alla rovina della Spd, alla crisi d'identità del suo stesso partito e alla deriva dei cristiano-sociali bavaresi. Che si misureranno comunque a partire da domani. Quasi undici punti in meno rispetto alle elezioni del 2013 anche per l'Spd, che rimarrebbe tuttavia ancora aggrappata alla soglia psicologica del 20%. "I Verdi sono anche riusciti a battere di un soffio i socialdemocratici, arrivando secondi".

La messa al bando del nucleare Sul fronte interno la scelta più clamorosa riguarda la messa al bando (progressiva) del nucleare, presa all'indomani della tragedia di Fukushima e dopo che negli anni precedenti lei stessa aveva ribaltato una decisione analoga presa dal governo rosso-verde di Gerhard Schröder riallungando la vita delle centrali tedesca.

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