Pubblicato: Lun, Ottobre 29, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

No Tap, è rabbia in Salento contro M5s: "Dimettetevi"

No Tap, è rabbia in Salento contro M5s:

Durissima ma pacifica la protesta No Tap da parte dei suoi attivisti a San Foca al si ai lavori dell'opera.

Il movimento "No Tap" esprime in un comunicato "il proprio sdegno, non solo per la decisione in sé per sé di autorizzare politicamente il gasdotto Tap, ma soprattutto per le argomentazioni insostenibili che vengono portate per giustificare tale decisione". Questo a testimoniare la delusione cocente di chi proprio qui nel Salento ha sostenuto i pentastellati tanto da consentire l'elezione di un Ministro e di numerosi parlamentari. "Sarebbe il caso - prosegue Maggiore- di sapere chi ha firmato queste penali, ammesso e non concesso che ci siano".

More news: Agnelli, si cerca di far spettacolo

"Questa terra non è in vendita", "M5s dimettetevi": è quanto scritto sui manifesti degli attivisti No Tap nel corso della manifestazione organizzata questa mattina sul lungomare di San Foca di Melendugno contro il governo Conte e contro la costruzione del gasdotto Tap che ha recentemente ricevuto l'avallo di legittimità dall'esecutivo. "Avete tradito il contratto di governo sottoscritto con i vostri elettori - si legge sul manifesto - che prevede la partecipazione dei cittadini nelle decisioni che li riguardano e un'analisi costi/benefici sulle grandi opere". "Veramente vogliono farci credere che ci siano 20 miliardi di penali sul Tap quando per South Stream finì tutto con alcune centinaia di milioni di risarcimento?" E sarebbe il caso che questa documentazione non resti nel chiuso delle stanze delle riunioni private di palazzo Chigi. A oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. "Altrimenti dignitose dimissioni", conclude il Portavoce degli attivisti. Per me le cose di fanno nella legalità.

"Una perdita di tempo, una presa in giro per calmare gli animi". Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Il governo e il presidente del Consiglio rispondano subito all'interrogazione parlamentare dei deputati di Leu di cui siamo i primi firmatari e forniscano una buona volta tutti gli elementi e le prove documentali in loro possesso in base alle quali la rinuncia alla costruzione del TAP o lo spostamento del punto di approdo comporterebbe il pagamento da parte dell'Italia di enormi penali. Lo affermano Nicola Fratoianni e Rossella Muroni di Liberi e Uguali.

Come questo: