Pubblicato: Lun, Ottobre 22, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Il giallo della manina: M5S-Lega ai ferri corti. Chi mente?

Il giallo della manina: M5S-Lega ai ferri corti. Chi mente?

Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio alla registrazione della puntata di Porta a Porta di stasera.

Secondo Di Maio, il testo dell'articolo 9 del decreto fiscale sarebbe stato manipolato in quanto prevede, nell'ultima bozza del decreto, una sanatoria estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive, all'Iva, con un tetto di 100mila euro per singolo tributo e per ogni periodo di imposta. "E non era questo il testo uscito dal Cdm", ha aggiunto il vicepremier. Si ferma un secondo e parla con una giornalista: solite frasi di circostanza accompagnate, questa volta, da una strana insofferenza che tradisce una notte insonne.

"Non ha mai detto - ha spiegato Di Maio - di voler aiutare i capitali mafiosi o parlato di esclusioni di punibilità per chi evade". Ora, l'iniziativa del capo politico del M5s ha colto di sorpresa anche i vertici della Lega. Molti però hanno notato che il condono introduce depenalizzazioni anche per reati non strettamente tributari, come riciclaggio e autoriciclaggio.

È caos totale, insomma. Fonti di Palazzo Chigi, hanno reso noto che il premier Giuseppe Conte, prima dell'invio del decreto fiscale al Quirinale, intende rivedere personalmente il testo articolo per articolo.

Il vice-premier precisa anche di non avere intenzione di accusare gli alleati di governo: "Non ho ragione di dubitare della Lega perchè ci siamo stretti la mano".

Il decreto della discordia è quello recante "disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria e per esigenti differenti", composto da 26 articoli e datato 16 ottobre.

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"Ho rispetto del Consiglio dei Ministri in cui avremo modo di confrontarci, però ci sono dei temi nella storia e dei valori del Movimento 5 Stelle rispetto ai quali non si può indietreggiare".

Poi si rivolge a Dombrovskis e Moscovici, commissari europei che hanno firmato la lettera: "Vogliono utilizzare gli attacchi all'Italia per fare voti", attacca riferendosi al voto delle prossime elezioni europee che si terranno in primavera.

L'ennesima pagliacciata di Di Maio leader del M5S: "Domani presento denuncia alla procura della Repubblica".

"Il Quirinale fa sapere di non aver ricevuto il testo del decreto fiscale?".

"In questo governo stanno avvenendo tante cose inedite, tra cui tanti giochini". Ma a cosa si riferisce Di Maio? Di Maio mostra i fogli, li sventola in studio, rinnegando dunque parte delle norme spiegando che al Quirinale qualcuno ci ha messo le mani. Non dubita neanche del sottosegretario Giorgetti?, gli chiede Vespa.

Di Maio, poi, non è nuovo a questa psicosi diciamo della presunta "manina": già alla presentazione del decreto Dignità, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico aveva accusato il Tesoro di aver inserito a sua insaputa il passaggio sui presunti 80mila posti di lavoro in meno che il provvedimento avrebbe causato. "Il condono, lo scudo fiscale, non sono all'interno del contratto e, quindi, non vanno approvati". Mentre la bomba esplode, intanto fioccano le dure critiche, alcune dai toni anche pesantemente ironici, delle opposizioni: "Imbroglioni", accusa il segretario del Pd, Maurizio Martina. Il Movimento 5 Stelle invece vorrebbe un condono più ridotto e vorrebbe che la non punibilità degli evasori fosse più limitata.

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