Pubblicato: Ven, Ottobre 19, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Conte contro Salvini: "Sul Cdm decido io"

Conte contro Salvini:

"Non vado al CdM" 18 ottobre 2018 - agg. "Ma per quel che mi riguarda, il decreto quello è e quello resta". Un pronostico abbastanza facile come conseguenza dei contrasti romani tra i due membri del contratto governativo, ormai palesi a tutti, ma confermato, a livello locale, dall'allineamento della Lega piemontese allo scetticismo grillino sulla Tav.

"Se ci sarà Salvini al Cdm di sabato non lo so, perché c'è anche la campagna elettorale al Nord". La norma è stata inviata alla Lega martedì, replica il M5S nelle stesso ore in cui si apre anche il fronte del Tunnel del Brennero, con il Movimento che, a dispetto di Salvini, vuole lo stop. Il governo non ha ancora diffuso dettagli precisi sulla manovra e sulle misure che contiene, ma le sue stime sul loro impatto sui conti pubblici sono state ritenute preoccupanti sia dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (l'organismo indipendente che vigila sui conti) che dalla Commissione Europea, che ha inviato al governo una lettera di durezza senza precedenti.

"Il presidente del Consiglio sono io, decido io". "Ma occhio, così loro si vanno a schiantare". Conte? Lo chiamerò perché apprezzo il lavoro che sta facendo. "Non possiamo convocare consigli dei ministri per riapprovare decreti già approvati ma chiamerò Conte che è una persona squisita".

Lo scontro rischia di minare l'impianto di una manovra sulla quale, oggi, arriva il primo richiamo dell'Europa. Anzi no. Anzi sì.

Il vicepremier mercoledì scorso ha denunciato che il testo è stato manipolato per inserire queste norme, mentre i leghisti hanno dichiarato che questo testo è stato "approvato anche dai 5Stelle". Un sondaggio Ipsos ha chiesto agli italiani da chi dovrebbe ripartire il PD e ha visto prevalere, con un vero e proprio plebiscito (61%), l'opzione..."nessuno".

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"Il decreto fiscale non cambia". Quello che abbiamo discusso per ore e ore poi ho ritrovato scritto nel testo, con l'accordo di tutti, lo abbiamo firmato tutti.

Seguito dai ministri leghisti: "Se Salvini deciderà di andare andremo", ha spiegato il titolare dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio.

"La manovra punta sulla crescita, abbiamo invertito l'ordine, l'impostazione fin qui perseguita, puntiamo sugli investimenti, vogliamo assicurare crescita al Paese, quei decimali di crescita non rispecchiano quelli che sono i fondamentali e le potenzialità della nostra economia", ha aggiunto il premier.

Secondo: Di Maio si è reso conto successivamente del contenuto completo e probabilmente doveva imboccare un'uscita di sicurezza dopo aver capito che il condono si sarebbe esteso anche al rientro dei capitali esteri con una larga area di non punibilità. Di Maio e Casaleggio si sono accorti di aver sottovalutato la reazione del popolo dei 5 stelle sul condono e sono corsi ai ripari.

"Noi non amiamo i condoni, ci interessa di più l'idea di una pace fiscale con la rateizzazione, che è una parte che il governo ha previsto", ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea di Assolombarda. In generale il decreto, rispetto a quanto spiegato in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri di lunedì, prevede effettivamente un condono a maglie più larghe con una sanatoria estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive e anche all'Iva, con un tetto di 100 mila euro non onnicomprensivo, ma per singolo tributo e per ogni periodo di imposta. Sì perché i 5 Stelle continuano a sostenere che sia stato il Colle ad allertarli sui passaggi più ambigui.

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