Pubblicato: Gio, Ottobre 18, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Manovra, accordo Lega e M5s sul decreto fiscale

Manovra, accordo Lega e M5s sul decreto fiscale

"Questa sera manderemo la comunicazione a Bruxelles entro le 24", in base alla scadenza fissata il 15 ottobre.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra 2019. Ad annunciare ufficialmente che domani sul tavolo del governo ci sarà l'intera manovra sono stati il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio.

Dopo settimane di indiscrezioni, cominciano a delinearsi i contorni delle misure previste dalla pace fiscale, l'iniziativa dedicata alla definizione agevolata delle posizioni debitorie nei confronti del fisco e alla chiusura dei contenziosi pendenti. Con due ore di ritardo si è dunque riunito il consiglio dei ministri convocato per le 17:30 con all'ordine del giorno il dl e la bozza della legge di Bilancio, che deve essere inviata a Bruxelles entro la mezzanotte. Di più non so cosa avremmo potuto inserire in una manovra che non fa miracoli, non moltiplica pani e pesci, ma apre opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di giovani.

"Questa non è una semplice manovra, è un Nuovo Contratto Sociale", scrive Di Maio su Facebook, per poi citare il presidente americano Roosevelt: "L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa". Si pagherà infatti solo il 20% sul maggior imponibile dichiarato, ma la regolarizzazione sarà preclusa a chi non ha neanche presentato la dichiarazione e limitata a certi importi. "Il ministro Tria aggiunge qualche precisazione, c'è il finanziamento della partenza del reddito di cittadinanza e della correzione della riforma Fornero con la possibilità di andare in pensione un po' prima per superare problemi di blocco di turn over e turn over delle competenze nelle imprese".

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La pace fiscale è contemplata all'interno del contratto di governo: "È opportuno instaurare una "pace fiscale" con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l'estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell'importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica". L'obiettivo del governo è quello di garantire la pensione a chi, tra età e contributi, arriva a "quota 100". L'altro grande cavallo di battaglia è il reddito di cittadinanza, voluto con forza dal Movimento 5 stelle. Ma se il Movimento punta i piedi sul capitolo fisco, dichiarandosi "irremovibile" sulla questione, i leghisti avrebbero dato l'altolà -raccontano fonti di governo M5S - a una norma imprescindibile per il Movimento, ovvero la cosiddetta misura Bramini (dal nome dell'imprenditore brianzolo fallito per un credito inevaso dallo Stato) per rendere impignorabile la prima casa. La pace fiscale è stata approvata con aliquota al 20% e tetto massimo di 100 mila euro.

Con un recupero finanziario di 3 miliardi e sempre per venire in aiuto alle agevolazioni fiscali per le imprese, saranno eliminate l'Ace - l'Aiuto alla Crescita Economica - e l'imposta Iri.

Taglio agli sprechi - Si recuperano fino a 2 miliardi di euro grazie alla riorganizzazione della spesa, prevedendo l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di acquistare beni e servizi tramite Consip. Infine, le altre principali novità riguardano: la Flat tax per i lavoratori autonomi, sgravi Ires, tassazione sul gioco d'azzardo, abolite Ace ed Iri, 7 miliardi di tagli anche sull'immigrazione, decreto taglia leggi, norme sull'RC Auto. Le assicurazioni RC auto saranno eque finalmente, perchè in alcuni posti si pagava davvero troppo.

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