Pubblicato: Dom, Ottobre 14, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Da oggi "Sulla mia pelle" anche in vari cinema pugliesi

Da oggi

Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma.

Sulla mia pelle è uno dei film al cinema di questa settimana, in uscita 12 settembre 2018. È il decesso in carcere numero 148 di quell'anno. "Non dovremmo mai avere la presunzione di etichettare qualcuno, e la storia di Stefano ne è un esempio lampante; se non fosse stato un tossicodipendente non sarebbe morto, perché ha avuto un trattamento "da drogato" secondo i canoni di questa società che non sono giusti". La sua storia è crudele, ed è anche durata sette giorni.

Per molti Stefano Cucchi è una fotografia, come quelle che lo mostrano sorridente quando era ancora in vita o come quelle che lo mostrano cadavere. Un punto di riferimento per tanti "ultimi" e per coloro che difronte a un sopruso non sanno come reagire. Ritrarlo nelle sue contraddizioni, nei suoi errori - le mancate firme di autorizzazione ad alcuni esami e trattamenti - rafforza ancora di più, invece che indebolire, l'indignazione.

"Quella era la mia idea di Stefano". Facebook avrebbe però cancellato anche questo evento che aveva raccolto diverse migliaia di partecipanti. E di Cucchi sapevo un po' di cose.

Come è stato affrontare gli atti del processo? Non ci siamo posti neppure troppi problemi. E perché, oltretutto, suggerisce che in realtà sia andata anche peggio di così. Lo abbiamo fatto con un approccio senza pregiudizi.

Dipende da tanti altri motivi che non sto qui a spiegarvi. Ebbene sì. Gli interrogativi erano tanti.

Eppure, Alessio Cremonini si rivela al di sopra di ogni aspettativa. "Per noi, questo film, soprattutto nell'epoca dei governi dei taser e dei ministri della polizia, è un macigno scagliato contro l'omertà". Un lavoro duro mirato a far comprendere al pubblico quello che accadde in quei giorni. E quali le reazioni di fronte a Sulla Mia pelle? A casa loro, da soli.

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È un film difficile, da realizzare e da guardare.

Torna alla mente un grande film di denuncia delle aberrazioni della giustizia e della struttura carceraria italiane, Detenuto in attesa di giudizio, girato da Nanni Loy nel 1971 con un magnifico Alberto Sordi, Orso d'Argento al Festival di Berlino. Le foto della Diaz, così come l'ultimo toccante ritratto di Cucchi, sono tornate più e più volte sui quotidiani, commentate dai cronisti televisivi, rimbalzate sui social, accompagnate da slogan. Sulla mia pelle racconta i giorni immediatamente precedenti quel 22 ottobre 2009 quando il giovane Stefano Cucchi, geometra di 31 anni, muore dopo sei giorni di arresto per detenzione di stupefacenti. Non volevo fare una sorta di "pornografia". È stata e rimarrà una delle più grandi emozioni della mia vita.

Quell'immagine è uno strano sudario, una sindone laica. Chi può lo faccia. Il film prodotto da Netflix, con un magistrale Alessandro Borghi nella veste di Stefano Cucchi, lo potete trovare in 8 sale toscane, tra cui ad Empoli, al cinema "La Perla". Abbiamo cercato di farlo, di non essere morbosi, di essere precisi e umani.

"Posso affermare che se dovevo mettere Stefano nelle mani di qualcuno l'ho messo nelle mani giuste".

È quasi un programma politico. Le performance di regista e attore si muovono lungo l'asse poetico alla Patrice Chéreau, mettono in scena l'agonia e la morte, e la sublimano con un colore alieno da degradazioni e abiezioni, visioni composte, oneste, ricercate. È stato ed è tutt'ora la vittima di un silenzio meschino, che riguarda tutti gli italiani. Occuparcene dovrebbe essere una forma di autotutela.

"Altri competitor operanti nei servizi media audiovisivi (Amazon, per esempio), che hanno iniziato a produrre film per il cinema da inserire nei propri listini in abbonamento, condividono l'esistenza di un periodo di esclusiva della sala, consapevoli in tal modo di aumentare il valore commerciale e artistico del film. Ma oggi, lasciatemelo dire, sapere che a Roma siamo solo in 5 sale, mi fa davvero tanto incazzare". "Non ho dubbi poi che quello che gli è accaduto potrà accadere ancora". Mi sono sentito in enorme difficoltà. Quanto ha contato e pesato questo aspetto?

Ho rivisto le statistiche qualche giorno fa e la media è di circa di 150 persone morte in carcere all'anno.

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