Pubblicato: Dom, Ottobre 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Il Papa saluta i vescovi cinesi al Sinodo e si commuove

Il Papa saluta i vescovi cinesi al Sinodo e si commuove

Papa Francesco ha poi avuto un momento di commozione durante l'omelia, quando ha salutato i due vescovi della Cina, presenti per la prima volta a un Sinodo. E' con questo obiettivo che papa Francesco ha celebrato la messa per l'apertura del Sinodo dei giovani. Diamo loro il nostro caloroso benvenuto: "dell'intero Episcopato con il Successore di Pietro è ancora più visibile grazie alla loro presenza".

Dopo il recente accordo tra Santa Sede e Pechino sulle nomine episcopali, due vescovi, Giovanni Battista Yang Xaoting e Giuseppe Guo Zincai, hanno avuto l'autorizzazione del governo cinese di partecipare al Sinodo. Ed è anche per questo che alle riunioni dei Vescovi saranno presenti anche i protagonisti di questo Sinodo, ovvero i giovani. La Chiesa, dunque, si interroga "su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all'amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia - si legge nel documento preparatorio -". "La speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del 'si è sempre fatto così', e ci chiede di alzarci per guardare direttamente il volto dei giovani e le situazioni in cui si trovano", le parole di Francesco: "La stessa speranza ci chiede di lavorare per rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi".

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Ultimamente si sta discutendo molto sul fatto che sia lecito o meno affidare il Corpo di Cristo nelle mani di un fedele. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: "l'uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo Spirito della verità, per conoscere ciò che Egli dice alle Chiese". "E questo esige da noi che stiamo attenti e badiamo bene che non prevalga la logica dell'autopreservazione e dell'autoreferenzialità, che finisce per far diventare importante ciò che è secondario e secondario ciò che è importante". "Questo atteggiamento ci difende dalla tentazione di cadere in posizioni eticistiche o elitarie, come pure dall'attrazione per ideologie astratte che non corrispondono mai alla realtà della nostra gente (cfr J.M. Bergoglio, Meditaciones para religiosos, 45-46)". "Ne consegue che Lgbtq e linguaggi simili non dovrebbero essere usati nei documenti della Chiesa, perché il suo uso suggerisce che questi sono gruppi reali e autonomi, e la Chiesa semplicemente non classifica le persone in questo modo".

Il Pontefice ha letto un passaggio del messaggio conciliare di Paolo VI, "È a nome di questo Dio e del suo Figlio Gesù che noi vi esortiamo ad ampliare i vostri cuori secondo le dimensioni del mondo, ad intendere l'appello dei vostri fratelli, e a mettere arditamente le vostre giovani energie al loro servizio". "In effetti - ha spiegato il cardinale Baldisseri - a principale fonte di informazione sarà rappresentata dai briefing quotidiani e dalle conferenze stampa previste, coordinati dal prefetto del Dicastero per la Comunicazione: a questi appuntamenti prenderanno parte i Padri sinodali ed altri partecipanti del Sinodo indicati di volta in volta dalla Commissione per l'informazione". Bergoglio rievoca la conclusione del Vaticano II l'8 dicembre 1965, "molti di noi eravamo giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa". Rifiutate di dare libero corso agli istinti della violenza e dell'odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. "E costruite nell'entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!".

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