Pubblicato: Gio, Ottobre 04, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Manovra, Tria promette di rassicurare ministri Ue: debito scenderà

Manovra, Tria promette di rassicurare ministri Ue: debito scenderà

Il ministro Tria ha tentato i spiegare all'Eurogruppo la manovra economica e i fondamenti del deficit al 2,4%. Un valore che, assicura il ministro, scenderà già a partire dal 2020. Una giornata da vaso di coccio tra tensioni che hanno attraversato tre piani differenti: l'Europa - che ha stroncato la decisione di portare il deficit al 2,4% - i mercati, con lo spread schizzato a 282 punti, e le rivendicazioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che non mollano la presa sull'impianto della manovra per incassare il superamento della Fornero e il reddito di cittadinanza. E arrivare alla riduzione del debito non continuando a tagliare il deficit, come prevede l'ortodossia tedesca del Patto di Stabilità, ma attraverso l'aumento del denominatore nel rapporto debito/Pil. "Le distorsioni degli attuali meccanismi di sorveglianza multilaterale e delle regole di bilancio vanno superate - ha sottolineato - al fine di debellare le pressioni deflazionistiche ancora oggi evidenti in alcuni paesi membri e ripristinare un clima di ottimismo nelle prospettive dell'Europa".

"Sono un ministro di un governo" ha detto Tria, "e come tale politico". I diritti al lavoro, alla sicurezza e alla salute - ha aggiunto - sono priorità del governo e andremo fino in fondo. Inoltre, secondo Tria il rispetto dell'avvio delle promesse elettorali richiede "un fortissimo taglio di spending review".

Lo shock pervenuto ai mercati dall'esito della battaglia campale sulla "manovra del popolo", come è stata battezzata da un euforico Di Maio la legge di bilancio per il 2019, è riuscito a condizionare pesantemente la seduta finale di una settimana che, tutto sommato, per i mercati europei, aveva mantenuto un'intonazione positiva fino a giovedì sera. "Non significa che non bisogna cercare di rispettarle ma ci sono delle situazioni economiche in cui bisogna fare delle valutazioni". Tria conta di stimolare la crescita aggiuntiva con gli investimenti, che saranno fatti per "circa due decimali di Pil aggiuntivi per il 2019, per poi arrivare a quattro decimali (6, 5 miliardi) aggiuntivi nel 2021 rispetto al tendenziale". Ed ha spinto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ad una durissima uscita: "Se l'Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell'euro". Ma lo scetticismo a Bruxelle persiste.

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Conte, riferiscono fonti di palazzo Chigi, ha ribadito la bontà della manovra economica alla quale il governo sta lavorando, ribadendo che l'impostazione del Def non è in discussione, incluso il rapporto deficit/Pil al 2,4%. "Sono sempre i cittadini italiani che pagano", osserva il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari.

Salvini non è voluto intervenire sul nuovo audio del portavoce del premier che dopo il crollo del ponte Morandi si lamentava al telefono di dover lavorare anche a Ferragosto.

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