Pubblicato: Mer, Ottobre 03, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Mattarella: equilibrio di bilancio. E Salvini: dell'Europa me ne frego


La Costituzione "rappresenta la base e la garanzia della nostra libertà, della nostra democrazia".

Il giorno dopo l'altolà di Sergio Mattarella sui conti dello Stato ("La Costituzione chiede conti in ordine") pronunciato a poche ore dall'annuncio del governo del 2,6 di deficit nella prossima manovra finanziaria, il Presidente della Repubblica e il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini si ritrovano fianco a fianco alla festa per il 50mo anniversario della fondazione dell'Associazione Nazionale della Polizia. "Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci"., ha precisato. E aggiunge con la solita superficialità "la Costituzione impedisce forse di cambiare la legge Fornero, di ridurre le tasse alle Partite Iva e alle imprese, di aumentare le pensioni di invalidità, di assumere migliaia di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco e di aiutare i giovani a trovare un lavoro?" Siamo a Ostia con il nostro passato, con il nostro presente e con gli allievi delle nostre scuole che simboleggiano il nostro futuro. "E - ha sottolineato Salvini - nessuno a Bruxelles mi può dire che non avevo il diritto di farlo e se a Bruxelles mi dicono che che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso".

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"Stia tranquillo il presidente, dopo anni di manovre economiche imposte dall'Europa che hanno fatto esplodere il debito pubblico (giunto ai suoi massimi storici) finalmente - ha aggiunto Salvini - si cambia rotta e si scommette sul futuro e sulla crescita". Con equilibrio, con orgoglio e con coraggio. Al secondo posto troviamo il Movimento 5 Stelle di Luigi di Maio, e questo conferma che la coalizione giallo-verde insieme supera il 60% dei consensi degli italiani. "Mattarella non deve preoccuparsi". In questo sondaggio però, ha deciso di non esprimere la propria opinione il 34,9% degli intervistati, una percentuale che continua ad alzarsi con il passare dei giorni e si allunga di 7,8 punti rispetto alle elezioni del 4 marzo, dove la quantità degli astenuti si era fermata al 27,1%. "Per una volta che il deficit lo si fa per dare ai più deboli, sono tutti pronti a criticare".

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