Pubblicato: Mar, Ottobre 02, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Tria: debito giù di 1 punto all'anno, mai minacciato dimissioni

Tria: debito giù di 1 punto all'anno, mai minacciato dimissioni

In particolare, il braccio di ferro era tra M5S-Lega e Giovanni Tria. Sul disavanzo, "con i ministri di spesa la mediazione c'è stata e non da poco". Quella programmata per il debito, sottolinea Tria, "non è una discesa forte ma è maggiore di quella realizzata negli ultimi anni".

Infine, sul reddito di cittadinanza Tria chiarisce che "dovrà essere un intervento duplice: di sostegno al reddito nei periodi di transizione, in cui si cerca il lavoro, e nello stesso tempo di aiuto all'uscita da sacche di povertà che sono indegne per un Paese come l'Italia, la settima potenza industriale del mondo". E resta il fatto che se le condizioni lo permetteranno si cercherà di riavviare il processo prima della fine del triennio. "Il mio auspicio è che l'allarme rientri ora che spiegheremo la manovra che stiamo preparando, e gli strumenti che mette in campo per l'obiettivo centrale della crescita". Può non esserci una coincidenza di valutazione su come operare in modo anticiclico in una fase di frenata dell'economia, ma è essenziale dare una prospettiva chiara a famiglie e investitori per evitare effetti prociclici. "Se questo viene compreso - aggiunge -, si può aprire una discussione e il giudizio sul 2,4% può cambiare". "Nel 2021, la quota dideficit sopra il 2% è tutta di investimenti pubblici aggiuntivi". Rimasto al suo posto secondo molti su sollecitazione del Quirinale, nonostante la decisione di Lega e Movimento 5 stelle di sfidare l'Europa e i mercati con una Manovra finanziata quasi interamente in deficit, il ministro ha lavorato per ore, nel giorno del suo 70esimocompleanno, alla Nota di aggiornamento al Def. Ha riscritto e limato con il suo staff le tante pagine del documento, i focus, gli approfondimenti e, soprattutto, le attese tabelle di finanza pubblica. "Ma ho detto e ribadisco che il rilancio degli investimenti pubblici è fondamentale - conclude - per recuperare il gap di crescita che ormai da dieci anni ci vede un punto sotto dalla media dell'Eurozona".

More news: Beppe Marotta, addio alla Juve: clamoroso annuncio in diretta tv

Da segnalare l'intervista al ministro degli Affari Europei Paolo Savona dal Fatto Quotidiano. Il ministro dell'Economia, inoltre, ribadisce l'impegno a mantenere i conti in ordine: il Def prevede una crescita del Pil dell'1,6% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020.

Come questo: