Pubblicato: Mar, Ottobre 02, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Nobel Medicina ad Allison e Honjo per terapie anticancro


Sono l'immunologo Usa James P. Allison e il giapponese Tasuku Honjo ad avere vinto il premio Nobel 2018 per la medicina. Ad annunciarlo come ogni anno il Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta su internet e sui social network. I due condivideranno i nove milioni di corone svedesi del premio Nobel, pari a circa 870mila euro.

In particolare, Tasuku Honjo ha scoperto una proteina presente sulle cellule immunitarie, rivelando la sua funzione, appunto, di 'freno' del sistema di difesa dell'organismo, quando intraprende un diverso meccanismo di azione. Le loro scoperte hanno posto le basi per le terapie anticancro che cercano di sfruttare l'aggressività del sistema immunitario contro le cellule malate. Allison ha studiato una proteina che funziona da freno per il sistema immunitario: agendo su quella proteina si "libera" quel freno e si permette al sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali.

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James P. Allison, 70 anni, che è professore presso l'Università del Texas - Anderson Cancer Center Houston, e Tasuku Honjo, 76 anni, professore dell'Università di Kyoto, nel 2014 vinsero per la loro ricerca il premio Tang, considerato la versione asiatica del Nobel. Una volta che lo ha dimostrato, l'immuno-oncologia, o la scienza di far combattere il sistema immunitario contro il cancro, è esploso. Fino all'arrivo di queste scoperte, i progressi nello sviluppo clinico delle immunoterapie erano stati modesti: la terapia dei 'checkpoint immunitari', così è stata ribattezzata la nuova strada inaugurata da Honjo e Allison, ha dunque rivoluzionato il trattamento del cancro e cambiato radicalmente il modo in cui i clinici gestiscono oggi questa patologia.

Una scoperta che ha portato alla produzione di farmaci, come ipilimumab, in grado di allungare la vita a pazienti inizialmente affetti da melanoma metastatico. Alcune cellule tumorali hanno una grande quantità di PD-L1, che le aiuta a sfuggire quindi all'attacco immunitario.

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