Pubblicato: Dom, Settembre 30, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Giovanni Tria a rischio dimissioni? Lega e 5 Stelle ad un bivio

Giovanni Tria a rischio dimissioni? Lega e 5 Stelle ad un bivio

Il ministro dell'Economia ha ampiamente ceduto rispetto alla "linea del Piave" che lui stesso aveva indicato, ovvero l'1,9%, ma non rassegnerà le dimissioni. Sono queste le ultime notizie sulla Manovra con l'Huffington Post che citando fonti della Lega di primo livello sostiene l'intenzione del Carroccio di andare oltre il 2%: "Non chiuderemo al 2% né tantomeno sotto".

L'ex ministro del Lavoro, per parte sua, lancia una critica a Salvini e Di Maio: "Parlano per slogan ma sono poco preparati ad affrontare i problemi del Paese - ha detto la Fornero a margine di un incontro - c'è un grado di personalismo non appropriato a un governo democratico e in questo Salvini batte Di Maio dieci a uno".

Esattamente: "10 miliardi al reddito di cittadinanza, 7 miliardi per i fondi per quota 100 e per rottamare la riforma Fornero, 12,4 miliardi per le clausole di salvaguardia ed evitare l'aumento dell'Iva, 2,5 miliardi per le spese indifferibili".

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Le risorse liberate dal deficit permetteranno infatti sia a Lega che a M5S di tenere fede alle rispettive promesse elettorali.

"La notizia della scellerata decisione di Lega-M5s di alzare il rapporto deficit/Pil 2019 al 2,4% sta girando nelle sale dei grandi investitori internazionali e ha già provocato il crollo dell'euro nei confronti del dollaro". L'eco del ruvido confronto di giovedì a Palazzo Chigi si è fatta sentire anche nel breve rinfresco con i collaboratori, durante il quale al ministro è stata regalata una valigia; oggetto che in questa situazione potrebbe quasi avere più di un significato. Qui non ci si impicca su un numero o su un altro: il termine per il Def è oggi, quindi per quanto mi riguarda il CdM è oggi, non ho notizie di un rinvio. Da una parte c'è il ministro dell'economia, Giovanni Tria, che continua a proferire prudenza in merito al rapporto fra il deficit e il prodotto interno lordo ("Ho giurato di fronte alla nazione"), dall'altra, c'è il Movimento 5 Stelle che invece spinge affinché venga superata la fatidica soglia del 2%. Per il M5s, in altre parole, serve una manovra con "dentro tutto". Lo scrive in un post il presidente del Consiglio Giuseppe Conte commentando la conclusione del Consiglio dei Ministri. Luigi Di Maio, che fino a qualche settimana fa sembrava essere stato messo all'angolo con quel suo reddito di cittadinanza sicuramente non amato neanche da Salvini, non ha fatto nulla per trattenere l'entusiasmo per il traguardo raggiunto, per quella che il governo ora definisce "Manovra del popolo". Oggi previsto un nuovo vertice di maggioranza fra gli esponenti di spicco del governo: forse l'ultimo prima dell'approvazione del Def.

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