Pubblicato: Ven, Settembre 28, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Tria prova a dare una calmata a Di Maio e ai grillini


Negli scorsi giorni il livello dello scontro si è molto alzato e diversi esponenti del Movimento hanno attaccato duramente Tria e i tecnici del suo ministero. "Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi".

Il ministro ha annunciato che ci saranno provvedimenti sul piano fiscale che il primo anno andranno a favore delle imprese medio-piccole che vanno sotto la targhetta della flat tax, per andare incontro ai minimi.

"Ci sarà sempre un contradditorio con i tecnici, da che mondo è mondo, questo è evidente e vale per l'Italia come per tutti i Paesi", soprattutto "quando c'è un cambiamento radicale al governo è chiaro che c'è parte dell'apparato che rema contro, ma sono sicuro che nei prossimi anni impareremo a conviverci", ha detto inoltre dopo la polemica sugli attacchi ai tecnici del Mef. Sono ottimista, nonostante quello che leggo sui giornali. "Siamo partiti da una situazione in cui era previsto l'aumento della finanza pubblica in accordo con la Commissione europea, e da li si parte, ma l'accordo con la Commissione e le previsioni sull'aumento della finanza pubblica e quindi anche sulla crescita si basavano su un forte incremento della pressione fiscale, le famose clausole di salvaguardia. Come sapete questi saranno giorni cruciali per mettere a punto e definire la manovra economica che farà ricredere anche i più scettici".

La tensione è altissima: il consiglio dei ministri non viene ancora confermato e Di Maio reclama un nuovo vertice di governo.

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"Quello che stiamo facendo nella legge di Bilancio è fare scelte coraggiose", ha spiegato il ministro dell Sviluppo Economico durante l'intervista con Vespa.

"Sarà una manovra di crescita, non di austerity, ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito, bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL".

"Stiamo attenti perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare di più".

"Io posso anche concordare con il costo delle parole di Draghi", ma guardando a quanto è avvenuto, in particolare alle elezioni del 4 marzo, "le forze politiche che guardavano solo ai numerini si sono autodistrutte", ha aggiunto Di Maio. "Dobbiamo avere fiducia, se si perde la fiducia nessuno investe e nessuno consuma".

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