Pubblicato: Gio, Settembre 27, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Luigi Di Maio: "Arriva la manovra del popolo. Noi come la Francia"

Luigi Di Maio:

Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo alle domande su Radio Capital. Nel governo si discute quindi di "andare oltre l'1,6%" di deficit/Pil ma la sfida - ha tenuto a sottolineare Di Maio - è lasciare un Paese migliore ai nostri figli.

L'Italia deve avere più coraggio, stavolta faccia come la Francia. C'è infine l'ipotesi di una terza via, che ricorda il precedente del governo Renzi nel 2016: indicare nel Def la percentuale dell'1,9% e poi alzarla già con la risoluzione parlamentare al Def. Ma la terza via 'renzianà potrebbe non bastare al leader M5s e anche i suoi collaboratori giudicano questa via "molto ardita tecnicamente". Bene o male, ha detto in sostanza Tria, a prestarci i soldi sono gli investitori internazionali, le grandi banche, i grandi fondi che a loro volta gestiscono soldi di altri, cioè di milioni di risparmiatori.

Roma, 26 set. (AdnKronos) - Il 2% del rapporto deficit-pil nel 2019 "non è un tabù ma sia chiaro che voglio affrontare questo tema con la massima responsabilità". "Una maxi-manovra che, ne è convinto, darà più ossigeno ai cittadini, anche grazie alla nuova progressiva riduzione della tassa sull" abitazione (-3,8 miliardi di euro il prossimo anno). E del resto lo stesso Tria ha garantito che "il primo impegno è sterilizzare le clausole di salvaguardia sull'Iva", che nel primo anno ci saranno interventi sul piano fiscale a favore delle piccole imprese, negli anni successivi sarà aggredito l'Irpef. Un trambusto in cui il ministro Tria preferisce il silenzio, non partecipare alla gazzarra che si è aperta dopo l'annuncio dato dal ministro francese.

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Rassicurazioni che, raccontano fonti del Movimento, ci sono state. Quanto al nome del commissario per Genova aggiunge: "Ci sarà non appena il decreto verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale". Non coprirebbero il costo del reddito di cittadinanza, la carta vincente per Giggetto nello scontro con Salvini. In merito agli attriti con il Mef, Di Maio rassicura: "Ci fidiamo di Tria, ma tutti i cittadini sanno che nel ministero dell'Economia ci sono persone messe da quelli di prima e che ci remano contro".

Non è finita finché non è finita, e infatti a poche ore dalla Consiglio dei ministri che dovrebbe varare la nota di aggiornamento al Def la discussione è ancora in corso e tutto è ancora da scrivere. L'attacco, nemmeno tanto velato, è indirizzato proprio al ministro dell'Economia, che però deve fare i conti con un debito pubblico che è giunto al 133% del nostro prodotto interno lordo, mentre la République ha "solo" il 97% (ed è prevista una ulteriore diminuzione al 96% nel 2019).

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