Pubblicato: Mar, Settembre 25, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Pensione con meno di 15 anni di contributi: cosa spetta?

Pensione con meno di 15 anni di contributi: cosa spetta?

La proposta di riforma della legge Fornero che arriverà sul tavolo del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, è quella originaria avanzata dalla Lega, la "quota 100": si potrà andare in pensione se sommando l'età anagrafica e quella contributiva si arriverà a 100. Il governo sembra infatti intenzionato a fissare comunque una soglia minima di pensionamento a 62 anni per tutti. E prende corpo anche la voce di un possibile meccanismo agevolato di copertura dei buchi contributivi (anni in cui non si è lavorato) per i lavoratori che hanno avuto per i motivi più disparati carriere discontinue, con interi anni in cui non sono stati versati contributi.

Al momento, l'asticella sarebbe fissata a 37 anni di contributi ma la Lega preme per farla scendere a 36. I dubbi sul turnover che si avrebbe con Quota 100. Al centro della strategia leghista l'introduzione della cosiddetta Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi). Le nuove uscite riguarderebbe per il 60% lavoratori del settore privato per il 40% dipendenti pubblici (quindi circa 160.000 a fronte di 400.000 uscite in più). Ecco perché si studiano anche altre ipotesi: applicare il ricalcolo contributivo (sui versamenti dal 1996 in poi) per chi va in pensione con quota 100, che significherebbe prendere un assegno più basso (del 10-15% nella gran parte dei casi); consentire non più di due anni di contributi figurativi e agganciare quota 100 agli scatti biennali della speranza di vita.

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Se il Governo dovesse prevedere solo la quota 100 insieme alla possibilità di uscire a qualsiasi età con 43 anni e tre mesi di contributi prevista dal 2019 ma non coloro che ne hanno 41 e mezzo (come inizialmente ipotizzato) sarebbe penalizzato chi ha cominciato a lavorare molto presto.

"Sono giorni importanti per il nostro Governo perché siamo ad un bivio". E guardate che non c'è da scegliere tra la strada del deficit o quella del rigore. In tal caso, però, è necessario che il lavoratore rientri nella categoria dei precoci, ossia che abbia maturato 12 mesi di contributi prima del compimento del 19esimo anno d'età. Siamo chiamati a fare una scelta molto più importante: "dobbiamo decidere se avere il coraggio di stravolgere gli schemi e superare i dogmi del passato, oppure adeguarci a quello che i parrucconi di questo Paese sostengono, nulla di quello fatto negli ultimi 20 anni".

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