Pubblicato: Lun, Settembre 24, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Carige, Malacalza batte Mincione 7 a 3

Carige, Malacalza batte Mincione 7 a 3

Nel dettaglio la lista Malacalza ha totalizzato il 52,58% del capitale presente (30,55% sul totale), quella del patto guidato da Mincione il 28,86% dei presenti (16,77% del capitale totale), quella di alcuni fondi aderenti a Assogestioni il 15,24% del capitale presente (8,85% del totale), mentre la quarta lista ha ottenuto appena il 3,10% del capitale presente (1,8% del totale). All'assemblea è presente il 64,2% del capitale.

In merito a tale convocazione anche l'azionista di maggioranza, Malacalza Investimenti S.r.l.: ha avviato la proposta di revoca di tutti i componenti dell'attuale Consiglio di Amministrazione e l'elezione di un nuovo CdA, Presidente e Vice Presidente.

Passata anche la proposta della stessa Malacalza Investimenti che chiedeva di ridurre a 11 membri la composizione del cda.

Ma, al momento del suo ingresso come azionista di riferimento della Carige, era stato salutato da molti, sul territorio ligure, come il potenziale salvatore di quella banca, già Cassa di Risparmio, che per mezzo secolo era stata forse il motore più potente della ricrescita economica della Liguria, con un rapporto preferenziale, come del resto in ogni regione italiana, con il potere politico.

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Vittorio Malacalza vince la sfida con Raffaele Mincione per il rinnovo del cda di Banca Carige. Lo ha deciso il Tribunale di Genova respingendo così il ricorso d'urgenza presentato da Malacalza Investimenti, che di recente ha annunciato una partecipazione del 27,55% nell'Istituto ligure.

Mincione ha se non altro ottenuto tre consiglieri nel nuovo Cda (uno dei quali sarà lo stesso finanziare, che finora non ne faceva parte), contro i 7 rappresentanti dei Malacalza e il solo consigliere eletto per la lista di Assogestioni (che pur partendo da circa il 2,9% del capitale ha raccolto il 15,24% dei voti in assemblea, pari all'8,85% del capitale, anche più delle attese). Oggi sul piatto c'è l'azzeramento del cda in carica e la nomina di un nuovo board.

Una volta che la squadra si insedierà all'interno, ha concluso Malacalza, "acquisirà tutte le informazioni e potrà presentarsi alla Bce con un progetto" che come noto Francoforte vuole sia tale da ripristinare e assicurare in modo sostenibile l'osservanza dei requisiti patrimoniali "al più tardi entro il 31 dicembre 2018". "Prima ristrutturare", ha risposto. "La famiglia fa e lascia che siano i fatti a parlare".

IPOTESI SU M&A ANCORA PREMATURE, PRIMA RISTRUTTURAZIONE Modiano ha ribadito che la priorità dell'istituto è di ristrutturare prima di ipotizzare un'operazione di fusione. "Vediamo se c'è l'opportunità, se è il caso la chiederemo", ha detto prima di entrare in assemblea.

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