Pubblicato: Sab, Settembre 22, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Manovra, Lega: quota 100 realizzabile, in pensione a 62 anni

Manovra, Lega: quota 100 realizzabile, in pensione a 62 anni

Intanto la proposta è ufficiale: la riforma delle pensioni con quota cento "sarà realizzata con misure di buon senso, compresa la pace contributiva nell'ottica di favorire l'aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori", recita il comunicato di ieri della Lega. I burocrati se ne facciano una ragione.

Queste tre sono le tre opzioni più veloci per il pensionamento, mentre fuori dal podio troviamo la pensione di vecchiaia che per effetto della riforma Fornero prevede un'età anagrafica di 66 anni e 7 mesi, uguale per uomini e donne, con un periodo contributivo di almeno 20 anni. E ancora. Il governo valuta anche una sanatoria per le imprese sui contributi evasi, che si tradurrebbe in più anni di versamenti per i lavoratori ai fini del raggiungimento di quota 100.

Ma stando a quanto riportano le ultime notizie, andare in pensione con la novità per le pensioni di quota 100 potrebbe comportare una riduzione dell'assegno finale di circa l'8%, circa 200 euro, e se un 30enne andando in pensione con l'attuale riforma pensioni percepirebbe un assegno di 1.305 euro, con la quota 100 prenderebbe 1.112 euro; mentre un 40enne andando in pensione con le attuali norme pensionistiche percepirebbe 1.308 euro, mentre con la quota 100 avrebbe 1.255 euro. L'idea è quella di prevedere come base di partenza i 64 anni di età e 36 anni di contributi. E che consentirebbe a chi lo vuole di accedere anticipatamente alla pensione tramite il versamento volontario dei contributi. È possibile anche la pensione anticipata, ma per accedervi, sempre dal prossimo gennaio, occorrono, a prescindere dall'età, almeno 43 anni e 3mesi di contributi per i lavoratori, un anno in meno per le lavoratrici.

La prima prevede di alzare l 'asticella del minimo di contributi richiesto per quota 100.

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Matteo Salvini non molla su quota 100 nella riforma pensioni. "Dopo le ingiustizie e le sofferenze causate dalla Legge Fornero, la nostra priorità era ed è restituire il diritto alla pensione a milioni di italiani: stiamo lavorando per questo".

L'altro fronte della riforma riguarda il taglio alle pensioni d'oro: "Fa parte del contratto di governo, poi vedremo i profili costituzionali". La decurtazione, però, non può in ogni caso portare la pensione sotto i 4500 euro netti al mese. Così il vicepremier Luigi Di Maio risponde ai cronisti che a margine dell'incontro con gli imprenditori di Assolombarda gli chiedevano se questa misura si potesse attuare subito.

Parole anche per il reddito di cittadinanza che in un paese avanzato come il nostro deve essere "mirato" in modo tale da aiutare le persone colpite dalla crisi nella forma di una "misure contro la povertà", dato che "un reddito universale diretto a tutti sarebbe molto costoso e non si riesce a mirare i destinatari". Ecco cosa ha dichiarato prima di tornare al vertice. "Avere una pensione per sopravvivere un intero mese è un principio di civiltà", ha ribadito Di Maio.

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