Pubblicato: Gio, Settembre 13, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Direttiva Copyright approvata da Parlamento Europeo: ecco cosa cambia

Direttiva Copyright approvata da Parlamento Europeo: ecco cosa cambia

Molte delle modifiche apportate dal Parlamento alla proposta originaria della Commissione europea mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News.

La negoziazione è comunque ancora aperta: ora la palla passerà alla Commissione Europea che dovrà ricavarne una direttiva. "La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini", dice il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani.

"Finalmente la massima espressione rappresentativa del popolo europeo ha dato il via libera alle nuove regole sul diritto d'autore che, tra l'altro, consentiranno di mettere fine al far west che ha regnato sino ad oggi nel mondo digitale - continua Polillo -". L'opposizione più dura tra gli europarlamentari italiani era stata portata avanti dal Movimento 5 Stelle, soprattutto per gli articoli 11 e 13 della direttiva. In pratica, "tale responsabilita' imporrebbe di remunerare chi detiene i diritti sul materiale messo a disposizione e protetto da Copyright". Il testo richiede espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilita'. Allo stesso tempo, per incoraggiare le start-up e l'innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web. Di Maio parla di "una vergogna tutta europea: il Parlamento europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su internet". Pertanto, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali agli articoli, insieme a "singole parole" per descriverli, viene esonerata da vincoli di copyright. L'articolo 13 prevede inoltre un controllo sui contenuti caricati, imponendo di fatto alle varie piattaforme di verificare che non siano protette da diritti d'autore. Le piattaforme dovranno quindi istituire dei meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un'ingiusta eliminazione di un contenuto. La direttiva in questo caso avvantaggia gli editori che potrebbero trovare una nuova fonte di remunerazione.

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"La partita resta più che mai aperta". A favore, infine, si è espresso Raffaele Fitto, fuoriscito di Fi e membro del gruppo conservatore Ecr. Il diritto d'autore non è una barriera al progresso ma un sostegno alla creatività.

Con 438 sì, 226 no e 39 astenuti, il Parlamento Europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato questa mattina la tanto discussa direttiva sulla tutela del diritto d'autore nel mercato unico digitale. Anche l'attore Luca Zingaretti e Claudio Baglioni, tra i soci fondatori dell'Istituto, hanno voluto esprimere la propria soddisfazione: "L'Europa ha vinto una battaglia per la legalità e la democrazia", ha detto l'attore.

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