Pubblicato: Sab, Settembre 08, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Sarri: "Felice al Chelsea, chiuderei la carriera al Napoli"

Sarri:

"Mi capita di ripensarci".

I ricordi di Napoli non mancano affatto: e il migliore, per Sarri, resta il successo a Torino contro la Juventus, utile a salutare ancora e fare i propri auguri a quelli che, fino a pochi mesi fa, sono stati suoi ragazzi.

Sarri non nasconde i dissidi con il presidente del Napoli: "Devo ringraziarlo perché mi ha fatto allenare la mia squadra del cuore e se sono al Chelsea è perché ho guidato il Napoli". Vuol dire che le qualità umane e professionali sono straordinarie. Non c'è dubbio che Sarri si trovi molto bene nel nuovo club, ma l'amaro in bocca rimane sempre quando ripensa alla fatidica partita fuori casa contro la Fiorentina e la successiva contro la Juve. Io non ho vinto nulla al Napoli.

"Vi dico tutto su di me, il Napoli e De Laurentiis".

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Ma le tre stagioni a Napoli, resteranno sempre nel cuore del comandante Sarri, appellativo con il quale si faceva chiamare: "Mi è sempre piaciuto essere chiamato così, perché mi faceva sentire il rappresentante di Napoli". Perché sono andato via? Tuttavia, ancora non è dato una spiegazione sul perché non siede più sulla panchina del Napoli dopo il lavoro svolto: "Bisogna chiederlo alla società".

Ero a cena con Pompilio, un collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l'ingresso alla Filmauro di Ancelotti.

C'erano dei motivi per cui volevo rimanere al Napoli e altri per cui avevo delle perplessità. C'era una clausola con scadenza 31 maggio. Il De Laurentiis a cui voglio più bene è sicuramente Eduardo (il figlio del presidente), forse gli manco. Ma di fatto, il calcio inglese è completamente diverso da quello italiano ma non solo in termini di gioco e di tecnica, ma anche per l'atmosfera e il clima che ci sono negli stadi e nei campi di gioco. Su Higuain dico che era un campione affermato e con me, che arrivavo dall'Empoli, si è messo a completa disposizione. Già a maggio il ristoratore rivelò dell'accordo trovato tra Sarri e il Chelsea, suscitando l'ira dell'ex tecnico del Napoli.

"Mai snobbato, ho sbagliato solo una partita, quella di andata con il Lipsia, che ci è costata la qualificazione". Ma era obbligatorio fare tutti quei cambi perché il sogno del gruppo e della città era lo scudetto. Una notte unica. A livello umano l'amore di ogni giorno dei napoletani nei miei confronti.

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