Pubblicato: Sab, Settembre 08, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

A Milano apre il primo Starbucks d'Italia, con alcune sorprese

A Milano apre il primo Starbucks d'Italia, con alcune sorprese

Nonostante il successo planetario, partito proprio da una vacanza meneghina, Starbucks finora non aveva mai aperto in Italia, sicuramente per la consapevolezza della grande difficoltà che ci vuole per conquistare un mercato con una radicata, diffusa e capillare cultura del caffè. Tutti coloro che vogliono assolutamente avere gli occhiali da sole di Starbucks saranno lieti di sapere che sono disponibili in tutti i locali Reserve, ovvero quello di Milano, Seattle, New York City, Tokyo e Chicago e che sono tutti caratterizzati dallo speciale logo Reserve Roastery sulla tempia, da iscrizioni custom interne e da un packaging esclusivo.

Il Codacons ha presentato un esposto all'Antitrust "per verificare la correttezza della pratica commerciale posta in essere" da Starbucks nel suo primo punto vendita in Italia. Accesso bloccato ad auto e pedoni su tutta la piazza, un'esibizione dei ballerini della Scala, musica live e la proiezione su maxischermo della storia di Howard Schultz, ex Ceo e presidente emerito di Starbucks.

Insomma, solo un anno fa l'apertura di una caffetteria era considerata una disfatta nazionale, una specie di Caporetto economica. E questa duplice anomalia secondo Luigi Zingales è un simbolo dei vizi e delle virtù dell'economia italiana.

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Sono 300 i dipendenti che ci lavorano e tra di loro ci sono ragazzi in difficoltà, provenienti da comunità, lavoratori appartenenti alle categorie protette.

Al di là dei prezzi, Starbucks per molti non è un semplice bar dove andare al volo in pausa pranzo, ma una filosofia - quasi un'esperienza di vita - che permette di prendersi del tempo per se stessi, rilassarsi, magari navigare su internet comodamente seduti su un divanetto e poi sì, godersi a pieno anche un caffè. Ma il sistema Italia riuscirà a imparare da Starbucks come si crea un catena globale? Sarebbe un piccolo passo per noi, ma un grande passo per l'umanità: finalmente il resto del mondo scoprirebbe che il caffè e la pizza non sono quelli di Starbucks e Pizza Hut.

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