Pubblicato: Ven, Settembre 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Siria, Mosca respinge l'appello di Trump: ripresi i raid

Siria, Mosca respinge l'appello di Trump: ripresi i raid

Secondo l'ufficiale, si legge sul sito internet dell'agenzia di stampa russa 'Novosti', a colpire sono stati jet su-34 e su 35-c. Minaccia di farlo anche stavolta, ma le sue opzioni sembrano limitate a rappresaglie pressoché simboliche con, in più, il rischio che stavolta i russi reagiscano cercando di neutralizzare l'offensiva americana.

Gli aerei da guerra russi hanno iniziato a bombardare Idlib, una delle ultime roccaforti ribelli siriane dove si nasconderebbero ancora combattenti islamisti appartenenti allo Stato Islamico e ad altri gruppi fondamentalisti impegnati nella guerra al regime di Bashar al-Assad.

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L'Onu ha avvertito che la battaglia potrebbe causare migliaia di morti e fino a 700 mila sfollati. Il tweet è stato lanciato mentre Mohammad Javad Zarif, ministro degli Esteri di Teheran, arrivava a Damasco per incontrare il Presidente siriano che, intanto, aveva fatto muovere le truppe governative in direzione della città nel nord-ovest del Paese, poco lontana dal confine con la Turchia. Ma, sopratutto, pesa la replica a Trump del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: la Casa Bianca sbaglia perché non tiene conto di tutti i fattori del conflitto e non capisce che quelli che vengono combattuti sono terroristi. Durante le precarie tregue del passato molti di loro si sono rifugiati proprio a Idlib, che ora rischia di rivelarsi una trappola mortale. Permangono tuttavia delle divergenze tra i tre Paesi. Gli osservatori sperano che l'offensiva finale non venga lanciata prima. Nel pieno delle trattative in corso tra Russia, Iran e Turchia, il presidente turco sostiene che "se venissero sganciati missili sulla provincia, si provocherà un massacro".

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