Pubblicato: Gio, Settembre 06, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Libia: la fragile tregua

Libia: la fragile tregua

Tripoli, Onu conferma accordo per cessate il fuoco dopo scontri. Spicca per la sua assenza l'Italia. A riportare la notizia è il sito Alwasat, che riporta la testimonianza di Osama Ali, portavoce della Protezione Civile libica, intervenuta subito sul posto: "Le cause dell'incendio sono finora sconosciute", avrebbe infatti detto l'uomo dopo aver sottolineato che "le unità della Protezione civile non sono riuscite ad accedere ai luoghi a causa dell'entità del fuoco". E costoro andranno ad affollare le spiagge libiche in attesa di una imbarcazione qualunque per l'Europa. Salvini si dice 'disponibile a correre qualche rischio e a tornare presto in Libia'.

Spari sporadici e dichiarazioni della Settima e di almeno una milizia sua avversaria, la Rada, fanno capire che la calma è precaria perché le formazioni sono pronte a rispondere con le armi alla minima provocazione.

Da una settimana si sparano colpi d'artiglieria e si registrano scontri a fuoco nei quartieri periferici di Tripoli. La tregua raggiunta in Libia ieri "non reggerà" e l'Italia, tradizionale partner del Paese Nordafricano "è assente".

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Il municipio di Tripoli ha allestito cinque edifici scolastici per ospitare gli sfollati in fuga dalle zone dove sono in corso gli scontri tra le milizie. In particolare, la Settima Brigata di Tarhuna - legata a Salah Badi, ex leader di Libya Dawn, un raggruppamento di milizie islamiste che già in passato ha provato a prendere la capitale - ha sferrato un attacco contro milizie rivali, fedeli al Governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez al-Sarraj. L'intesa è scaturita dalla riunione indetta sotto gli auspici del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ghassan Salam, con il quale il ministro ha parlato più volte e si è congratulato per gli sforzi profusi e la determinazione mostrata.

Il problema è proprio questo: un vero esercito non è stato mai creato per risolvere il caos libico e questo ha compromesso ogni manovra del governo per conciliare la situazione, impedendo anche alla comunità internazionale di districarsi nella selva d'interlocutori più o meno affidabili. La strategia di Roma sembra quindi rientrare in una forma di Realpolitik, confermando che l'Italia, se ancora si potesse dubitarne, difende innanzitutto i suoi interessi in Libia.

Nella serata di lunedì 3 settembre Maria Ribeiro, coordinatrice dell'ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite in Libia, ha scritto su Twitter che "le vittime civili a Tripoli sono ora 19, comprese donne e bambini". Il premier Conte ha convocato a Palazzo Chigi un vertice su Libia e migranti con il vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. A quanto apprende l'Adnkronos, Salamé riferirà domani al Consiglio di sicurezza dell'Onu sugli ultimi sviluppi della situazione a Tripoli, in collegamento dalla capitale.

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