Pubblicato: Mer, Settembre 05, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Tria, effetti da Bce ma non siamo malati

Tria, effetti da Bce ma non siamo malati

A poche ore dal giudizio sostanzialmente negativo emesso dall'Agenzia di Rating Fitch sull'alto livello del debito italiano, il titolare di Via xx settembre è in qualche misura "costretto" a rilasciare dichiarazioni di rito che purtroppo evidenziano lo strettissimo margine di manovra del quale dispone l'attuale esecutivo per formulare una finanziaria che sappia rispondere a buona parte delle proclamate promesse durante la scorsa campagna elettorale.

Proprio sull'aumento dello spread registrato nelle ultime settimane, il ministro ha quindi sottolineato che "gli speculatori guadagnano quando ci sono delle oscillazioni, e in questo momento i nostri titoli di Stato offrono un rendimento più alto". Le agenzie hanno "correttamente sospeso il giudizio".

Lo abbiamo detto ormai in tutte le salse, quello che si prepara per il Governo in autunno sarà molto più che un "banco di prova" ma sarà il vero punto di non ritorno per la tenuta della maggioranza gialloverde: con la Manovra economica preparata da Tria, infatti, potrebbe spaccarsi tanto la maggioranza in sé (Lega contro M5s) quanto la parte "moderata" del Governo - il Mef, per l'appunto, ma anche Moavero Milanesi - con quella più "populista" e legata al Contratto del Cambiamento. L'Italia non ha mai fatto questo: a volte i mercati internazionali sono distratti, invece di fare analisi attente guardano i titoli di alcuni giornali e pensano che in Italia ci sia la finanza allegra.

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In merito al giudizio fornito da Fitch ha risposto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che si trova in visita ufficiale in Cina. Come ricordato nelle "non tante interviste rilasciate, sono venti anni che l'Italia ha un surplus primario ed è un caso unico in Europa".

"L'intervento della Bce non era un supporto al debito italiano, ma alle dinamiche di trasmissione monetaria dell'area euro. Al contrario, c'è un 'comportamento generalmente virtuoso' che passa attraverso vari governi".

Ciò che preoccupa maggiormente è che la fine del QE possa far salire prepotentemente lo spread. E secondo il ministro, "nel corso del prossimo mese le perturbazioni scompariranno".

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