Pubblicato: Gio, Agosto 30, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Salvini: vicini a una svolta storica per l'Europa

Salvini: vicini a una svolta storica per l'Europa

Mentre il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati ha detto: "È gravissimo che il ministro Salvini incontri il primo ministro ungherese proprio a Milano, città che negli anni ha saputo coniugare sviluppo e inclusione". A proposito: l'amico Viktor è un modello anche dal punto di vista economico: "La crescita ungherese è del 4%, la disoccupazione inferiore al 3,5, la flat tax del 15 % per le persone fisiche e del 9,5 per le imprese".

Prima dell'incontro, riferendosi a Salvini, Orban ha definito il vicepremier come il suo "eroe". E all'indomani dell'incontro a Milano, Salvini continua ad attaccare il presidente francese. Figlio di un imprenditore e di una educatrice, ha due fratelli minori che come il padre svolgono il lavoro di imprenditori. "Fare patti con un illiberale e vittimista di professione come Orbán (se ha così in odio l'Europa, cominci a restituire i tanti fondi che dall'Europa arrivano in Ungheria ogni anno.) significa negare quei valori sui quali la nostra democrazia, pur fragile, è costruita". E ancora, ricorda la simpatia nata nei banchi del Parlamento di Strasburgo: "quando tutti ci attaccavano, Matteo ci difese. Stiamo lavorando, ognuno nel suo campo, per costruire un'allenza che escluda le sinistre e riporti al centro i valori e le identità che i nostri movimenti politici e i nostri governi rappresentano".

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Intanto, la presidenza di turno austriaca del Consiglio Ue ha convocato per domani una riunione tecnica straordinaria del Consiglio Affari interni e Giustizia sulle piattaforme regionali per gli sbarchi, nel quadro delle conclusioni del summit europeo di fine giugno. Sulla stessa linea anti-francese si esprime Salvini che, parlando di "cambiare i trattati europei sull'immigrazione e non solo", definisce Macron "un capo di Stato che passa il tempo a criticare Stati esteri". A Milano dobbiamo esserci anche noi. La Commissione europea a luglio ha deferito Budapest alla Corte di giustizia Ue, per non aver rispettato la legge su asilo e ricollocamenti tra le varie nazioni del blocco. Salvini non ha rinnegato nulla di quanto fatto per la Diciotti e, ha aggiunto "non saranno le indagini della magistratura a farmi cambiare idea". Ci sono i partiti (Partito Democratico, Rifondazione, Liberi e Uguali) ma soprattutto ci sono le bandiere dei Sentinelli, della Cgil, di Action Aid, della Comunità di Sant'Egidio. "E' il primo politico nel Mediterraneo che si è assunto questa responsabilità", ha concluso.

La piazzetta non basta per andare a Palazzo Chigi, e la spocchia sempre in grande spolvero, non aiuta, ma almeno si sono ritrovati tutti insieme, ma già pronti a dividersi su tutto: dichiarazioni, slogan, prospettive, leader e colori delle bandiere. Questa l'Europa che hanno in mente Matteo Salvini e Viktor Orban. Chiediamo collaborazione della Francia. "Anziché dare lezioni agli altri governi spalanchi le proprie frontiere, a partire da quella di Ventimiglia, e la smetta di destabilizzare la Libia per interessi economici".

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