Pubblicato: Mar, Agosto 28, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Diciotti, il Pm va al Viminale: ascolterà funzionari. Salvini: interroghi me

Diciotti, il Pm va al Viminale: ascolterà funzionari. Salvini: interroghi me

Dopo le indiscrezioni, l'ufficialità.

Il ministro dell'Interno, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per le ipotesi di reato di sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale nell'ambito del caso della nave Diciotti, ha affermato che "se il tribunale dei ministri dirà che devo essere processato, andrò dai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore". E se questo è il prezzo da pagare, ok. Durissima la presa di posizione di Giorgia Meloni che parla di "atto sovversivo" e chiede l'intervento di Sergio Mattarella. I compagni di coalizione del M5s, per ora, invece tacciono. Ogni valutazione negativa delle condotte sarà sottoposta all'autorizzazione della Camera dei deputati. Il sequestro di persona si è consumato quando la nave si trovava a Lampedusa, dove è attraccata per far sbarcare i migranti ammalati e, per i pm di Agrigento poteva fermarsi per compiere le procedure di identificazione, o quando, dopo l'individuazione di Catania come porto sicuro, il Viminale avrebbe espressamente vietato lo sbarco? Le indagini sono state delegate alla Guardia costiera, verso la quale, dunque, c'è stata fin da subito la massima fiducia, e puntavano ad accertare le responsabilità individuali dei soggetti che fanno parte di questa catena di comando. Il Tribunale dei ministri dovrà esaminare le carte entro quindici giorni dalla ricezione del plico dalla Sicilia e poi l'organo collegiale ad hoc composto dai gip Fabio Pilato e Filippo Serio e dal giudice del tribunale fallimentare Giuseppe Sidoti, estratti a sorte come prevede la legge, ha 90 giorni di tempo per decidere se archiviare o se trasmettere gli atti alla Procura. A lavoro sul caso, ormai da diversi giorni, c'è il procuratore capo Luigi Patronaggio. "La prossima nave può fare marcia indietro e tornare, mi possono indagare anche per questo ma il limite è stato raggiunto", Salvini ha commentato così la notizia durante un comizio a Pinzolo in diretta su Facebook. È una vergogna". "Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni - ha proseguito Salvini -. "Essere indagato per difendere i diritti degli italiani è una vergogna".

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"Non abbiamo da imparare dai francesi e dai tedeschi". Salvini ha spiegato: "Alcuni immigrati vanno in Albania, il governo albanese si è dimostrato migliore di quello francese".

Il passaggio dalla prima alla seconda repubblica, non solo a sinistra, ma anche sul lato berlusconiano, segna la resa dei perdenti ai vincenti di questa guerra, che non era solo giudiziaria, ma politico-culturale e volta a riabilitare (si diceva: moralizzare) la vita pubblica prima attraverso la riconosciuta supplenza del potere giudiziario e poi attraverso il "volontario" riallineamento della classe politica ai canoni di correttezza e trasparenza dettati, su diversi piani, dal cosiddetto partito dei giudici.

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