Pubblicato: Gio, Agosto 23, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Avvocatura su Ilva: la gara non è nulla

Avvocatura su Ilva: la gara non è nulla

Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, dopo aver deciso il rinvio al 15 settembre della decisione sul dossier, ha chiesto all'ufficio legale del governo di valutare se la procedura di vendita delle acciaierie, portata avanti dal predecessore Carlo Calenda, contenesse vizi tali da richiedere un annullamento per tutelare gli interessi dello stato. Dal parere, poi, emergono una "lesione del principio di concorrenza" con lo spostamento delle date e approfondimenti sul tema delle tutele ambientali. Per esempio nelle riunioni con i sindacati per la vertenza Ilva lo staff del ministro ha impedito lo streaming online, le riprese e le foto, quando invece per anni questo è stato concesso senza patemi. Se il parere dell'Avvocatura di Stato dovesse ricalcare quello precedente con l' analoga conclusione, cioè che la procedura di gara è stata regolare e l'Ilva è aggiudicata alla cordata guidata di Arcelor Mittal, cosa dobbiamo aspettarci? Ma, certo, il tempo stringe.

In sintesi: qualche vizio procedurale c'è, ma non è tale da far annullare automaticamente la gara. Finita con processi penali e condanne pesanti a carico dei rappresentanti del gruppo Riva, colpevoli di aver continuato a inquinare Taranto e non aver effettuati gli investimenti previsti e necessari a tutela dell'Ambiente e della salute.

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L'ex viceministro e ora senatrice Pd Teresa Bellanova ricorda che fra 35 giorni scade la proroga dell'amministrazione straordinaria e le casse di Ilva saranno vuote e sollecita Conte e Di Maio a "dire qualcosa di sensato".

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