Pubblicato: Sab, Agosto 18, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Pensioni, Di Maio: "Tagli a 200mila privilegiati"

Pensioni, Di Maio:

Matteo Salvini ha ribadito che occorre superare la Legge Fornero spiegando che con la legge di bilancio il governo farà di tutto per rispettare i vincoli europei, ma che prima è necessario far rispettare i diritti degli italiani: il diritto al lavoro, alla pensione, alla salute. "Per quanto riguarda i docenti e Ata della Scuola, sarebbe anche bene che l'Inps richiedesse finalmente quei contributi figurativi mai versati e si impegni, con i governanti, non a realizzare sterili bracci di ferro, ma a modellare un sistema previdenziale in linea con l'Europa, dove si va in pensione a 63 anni".

Come spesso gli succede, il capo del M5S e vicepresidente del consiglio, Luigi Di Maio, mostra di non conoscere il testo delle leggi che annuncia con toni roboanti e da perenne campagna elettorale. A leggere l'articolo pieno di falsità che è stato pubblicato oggi - attacca il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del lavoro - viene proprio da pensare di sì.

"Le notizie false pero' non fermeranno il nostro progetto di eliminare le sperequazioni e le ingiustizie e lo ribadisco: tra poco le pensioni d'oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo". Il dibattito, ancora ai primissimi passi, sulla riforma delle pensioni (il governo vuole mettere la quota 100, tagliare gli assegni oltre i 4.000 euro, alzare le minime e contemporaneamente introdurre la flat tax) sta dando nuova visibilità a chi ha voluto la madre di tutte le riforme pensionistiche: Elsa Fornero, che piano piano torna a trovare uno spazio nei media che sei mesi fa sarebbe stato difficile da immaginare. "Come tutti. E non abbiamo alcuna paura dei ricorsi", continua. "Semplicemente equità", sottolinea Di Maio.

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Contrariamente a quanto afferma il quotidiano, aggiunge Di Maio, "le donne saranno una minoranza". Non si capisce come abbiano fatto a inventarsi i dati riportati. Infine, conclude il post, "l'Inps stima tra 158.000 e 188.000". Circa 200mila persone penalizzate: tra queste appunto chi prende poco più di 3600 euro al mese, che povero non è ma nemmeno questo riccone cui togliere questi indicibili privilegi. "Sara' un gran risultato per ristabilire l'equita' sociale".

LA REPLICA DI REPUBBLICA - A stretto giro arriva la replica del quotidiano. Di Maio si è scagliato contro Repubblica, accusandola di dire falsità. Non verrebbero invece toccati quelli che, pur incassando una pensione superiore ai quattromila euro netti al mese, sono andati a riposo dopo i sessantacinque anni. Al di là dello slogan politico delle forze di governo, un'analisi condotta dalle economiste Alessandra Del Boca e Antonietta Mundo (pubblicata dall'Università Bocconi Editore nel 2017 col titolo 'L'inganno generazionale') evidenzia che in realtà per i cosiddetti esodati sono già state adottate misure a ripetizione, tanto che negli anni è calato il numero di quanti chiedevano tutele non avendone ricevute in precedenza.

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