Pubblicato: Gio, Agosto 16, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Crollo lira turca, Erdogan avverte gli Usa: "Basta unilateralismo"

Crollo lira turca, Erdogan avverte gli Usa:

Gli incontri tra i regolatori bancari e la banca centrale nel corso del weekend non hanno portato al raggiungimento del risultato che il mercato si aspettava. I fondi esteri si sono riversati nell'edilizia e in parte nella manifattura ma la luna di miele con gli investitori è finita dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016.

La lira turca affonda, precipita al minimo storico nei confronti del dollaro e, nel mezzo delle tensioni con gli Stati Uniti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è costretto a intervenire per rassicurare il Paese. "Non prestate loro alcuna attenzione" ha detto Erdoğan - secondo quanto riporta l'agenzia di stampa statale Anadolu - e non dimenticate questo: "se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah".

Il recente crollo della lira turca e un'apertura di settimana tutta da vivere (con il brivido) sono la giusta occasione per fare il punto sulla lira turca, con il commento di Peter Botoucharov, EM Credit Analyst di T. Alla fine, nei prossimi 1-2 anni, gli squilibri esterni e l'aumento dell'indebitamento diverrebbero insostenibili per un numero crescente di imprese e si potrebbe innescare un ciclo negativo nella qualità degli asset, che a sua volta metterebbe sotto pressione le banche del paese. Erdogan dice che risponderà: intanto ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin per chiedere aiuto (Politico).

La maggiore stabilità della lira turca ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche alle principali Borse europee, che aprono in moderato rialzo.

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EFFETTO ANCHE SU EURO I timori di un contagio alle banche e al sistema finanziario europei (oltre che agli investimenti nel paese) della crisi turca indebolisce l'euro in avvio di giornata. La Turchia, infatti, non solo presenta profonde criticità strutturali, ma è attualmente anche sotto sanzioni degli Stati Uniti.

Di certo non si arresta la crisi turca, che con la sua enorme fetta di debito denominato in dollari vede il suo passivo diventare più oneroso e il suo potere economico indebolirsi sempre di più, scatenando di rimando una battaglia diplomatica e commerciale tra Ankara e Washington. I dazi sull'alluminio saranno ora al 20% e quelli sull'acciaio al 50%. Un miglioramento che ha fatto tirare il fiato ai mercati.

Il presidente turco Erdogan assicura che l'economia di Ankara è forte e continua ad attaccare gli Usa: "Da un lato siete con noi nella Nato e agite come un partner strategico, ma dall'altro cercate di pugnalare alle spalle un vostro partner strategico", ha affermato il presidente.

"Stanno tentando di fare col denaro ciò che non sono riusciti a fare con le provocazioni e il colpo di stato".

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