Pubblicato: Mar, Agosto 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Soccorso Monte Canin: ancora ore di attesa per la risalita

Soccorso Monte Canin: ancora ore di attesa per la risalita

Per cause ancora da accertare Stefano Guarniero è caduto per una ventina di metri mentre stava esplorando la cavità che si trova sotto la cima a circa 200 metri di profondità. La barella con il ferito è uscita alle 12.35 dall'ingresso collocato cento metri più in basso denominato 'Turbine', già liberato dal ghiaccio dai soccorritori sabato pomeriggio. Il team di soccorso, dieci tecnici più il medico e l'infermiere che sono con il ferito in grotta da sabato, hanno superato il punto critico della cascata e stanno procedendo in salita. L'intervento è stata seguito passo a passo dall'esterno della grotta tramite collegamento telefonico attraverso uno speciale cavo di trasmissione. E tra l'esterno della grotta e il campo base presso la caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea tramite collegamento radio, dato che l'assenza di copertura per la rete mobile a quell'altezza.

L'opera di disostruzione non è, però, bastata: quando i soccorritori hanno provato a far scendere la barella, si sono resi conto che lo spazio non era ancora sufficiente. Sul posto sono rimasti ad attenderlo in queste ore anche i familiari. Subito dopo la caduta, uno di loro è rimasto sul luogo dell'infortunio insieme a lui, mentre gli altri si sono spostati per dare l'allerta che è scattata verso le 16 di ieri.

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L'uomo è ferito all'addome e a un braccio, ma le sue condizioni sono considerate stazionarie. Nelle ore in cui è rimasto intrappolato nella grotta, Guarniero è stato assistito dal personale medico specializzato, giunto sul posto dopo l'allerta. Sul posto sono arrivati gli uomini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia, insieme ai colleghi di altre regioni vicine, così come l'elicottero e i tecnici della Protezione civile. Una decisione che ha portato così anche a ridurre i rischi per gli stessi tecnici del soccorso che hanno potuto evitare alcuni passaggi stretti necessari per il recupero del ferito: in particolare, si sono evitati circa trenta metri di strettoia e il dover percorrere un pozzo di ghiaccio lungo circa 130 metri.

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