Pubblicato: Sab, Luglio 28, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Marcello Foa proposto come presidente della Rai

Marcello Foa proposto come presidente della Rai

L'intesa è arrivata nel corso di un vertice, che si è svolto a Palazzo Chigi prima dell'avvio del Consiglio dei ministri, che ha poi approvato le due nomine frutto dell'accordo, formalmente proposti dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Mentre il vicepremier Di Maio ha commentato con queste parole: 'Oggi diamo il via alla rivoluzione culturale in Rai'.

L'8 marzo Foa - che a Lugano ha amministrato fino a pochi giorni fa il Corriere del Ticino e ha fondato l'Osservatorio europeo del giornalismo - ha partecipato a Milano a un evento con Steve Bannon ex consigliere di Donald Trump, un guru per i sovranisti europei: "È stato un caso incontrarlo.", taglia corto il presidente in pectore di viale Mazzini. Marcello Foa, invece, era stato indicato per l'incarico di consigliere di amministrazione. Alle posizioni discutibili (spesso contro il presidente Sergio Mattarella), si aggiungono le fake news smentite dai principali organi di stampa. E Le autorità locali? "Ho sempre fatto gli Esteri, non mi sono mai occupato di politica italiana".

La sua vicinanza al ministro Matteo Salvini è nota. La sua opera più recente è il saggio Gli stregoni della notizia - Atto secondo.

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In Italia ha lavorato per Il Giornale, testata che ha lasciato nel 2011 e a cui è ancora legato dal suo blog personale, dal quale ha dato molto lavoro ai debunker, grazie a diversi post come, ad esempio, quello con cui giurava che negli Usa fossero pronti 150mila riservisti e che sarebbero stati mandati in guerra.

Sarà Fabrizio Salini il nuovo amministratore delegato della Rai e Marcello Foa il nuovo presidente.

Sul recente, aspro scontro con il Quirinale, rinvenuto nella memoria di Twitter dal dem Emanuele Fiano che parla di possibile "vilipendio al capo dello Stato", Foa non vuole tornare. Infatti Fabrizio Salini è da gennaio scorso direttore generale di Stand by Me, società di produzione televisiva fondata nel 2010 da Simona Ercolani, già consulente del governo Renzi, che seguito una delle edizioni della Leopolda. La smentita è d'obbligo, anche perché la nomina dei direttori spetta all'amministratore delegato: "Sono tutte balle".

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